La riforma sanitaria americana è tornata ieri sera al voto della Camera dei Rappresentanti, dopo che i senatori repubblicani avevano individuato e fatto correggere nella legge due irregolarità, in tutto 16 righe su 150 pagine di testo. In una sessione del Senato protrattasi fino all`’di giovedì e dedicata ad approvare le modifiche dei deputati al decreto originale, l`opposizione è riuscita a inserire un ostacolo procedurale, che avrebbe potuto costar caro ai democratici, visto l`esiguo margine con cui la riforma era stata adottata domenica notte dalla Camera Bassa.
Ma l`imboscata repubblicana non sembrava dovesse comportare problemi significativi per la maggioranza democratica, decisa a ricompattarsi ancora una volta intorno alla storica legge. «Di tutte le cose che avrebbero potuto rimandarci indietro, questa è la più facile da sistemare», ha detto la Speaker Nancy Pelosi. Il paradosso è che l`errore scovato dall`opposizione non aveva nulla a che vedere con la riforma sanitaria. Riguardava due provvedimenti sui prestiti agli studenti universitari, legati al testo sulla sanità perché comportando dei risparmi ne avrebbero abbassato il costo complessivo. La loro formulazione non era però compatibile con la procedura di riconciliazione, che ha permesso al Sena- to di passare le modifiche alla legge a maggioranza semplice. E quindi hanno dovuto essere eliminati, cambiando la struttura del decreto, che poi i senatori hanno approvato nel pomeriggio con 56 si e 43 no. Ma a quel punto è stato necessario il nuovo voto nella «House of Representatives». L`episodio ha dato la misura della determinazione con cui la minoranza repubblicana intenda combattere duramente la riforma, certa sia questa la linea maestra per vincere nelle elezioni di mid-term in novembre. E` una sfida che Barack Obama sembra pronto a raccogliere. «Be my guest», accomodatevi pure, ha detto ieri il presidente in Iowa, prima di una serie di apparizioni mirate a spiegare la legge al Paese, rispondendo alla dichiarata intenzione dei conservatori di volerla «abrogare»: «Se vogliono una lotta – ha, ammonito il presidente -, siamo pronti. Non penso che gli americani vogliano rimettere le compagnie di assicurazione al posto di guida». I grandi gruppi privati sono infatti i grandi perdenti della nuova sanità, che porrà fine ai loro abusi. Il clima politico resta teso, sia a Washington che nel Paese. Destano preoccupazione le minacce di segno opposto, indirizzate a diversi congressisti democratici e repubblicani dopo il passaggio della legge. Gli uffici di deputati della maggioranza in Kansas, Arizona e New York sono stati attaccati, una decina di parlamentari ha avuto telefonate minatorie e piene di insulti, alcuni hanno ricevuto dei fax con un cappio disegnato sopra.
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