«Salviamoci ora» Le adesioni all’appello dello storico Galasso

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Corriere della Sera

Napoli — «Un lunedì davvero nerissimo», una «finale resa dei conti» per la città. Lo storico Giuseppe Galasso definisce così la giornata in cui è crollato un palazzo nel centro del capoluogo campano ed è andata in fumo la Città della scienza di Bagnoli. E lancia attraverso il sito www.corrieredelmezzogiorno.it «Salviamo Napoli», un appello (che oggi sarà pubblicato integralmente sul quotidiano) a investire «tutte le energie e le risorse disponibili per affrontare circostanze che d’improvviso si sono fatte più dolorose e più difficili del peggio che già si pensava». Il destinatario è soprattutto il primo cittadino Luigi de Magistris. «Quello che sembra porsi con assoluta urgenza — scrive Galasso — è un problema di governo cittadino. Nemmeno il sindaco può negare che il suo capitale iniziale di credito e di attenzione si è largamente deteriorato». Per questo, spiega Galasso, di fronte all’ennesima emergenza è «il momento di una grande mobilitazione dei cittadini e di un governo tecnico che ponga i problemi più urgenti con precedenza assoluta rispetto a tutti i particolarismi programmatici e a tutte le appartenenze politiche e non politiche». L’invito, di nuovo, è per de Magistris: «Sarebbe decisivo che se ne facesse promotore il sindaco, ricomponendo con tutt’altri criteri la sua giunta, chiedendo su di ciò un vasto consenso e un’impegnata partecipazione alla città». In caso contrario, aggiunge l’intellettuale napoletano, a Napoli e allo stesso de Magistris rimarrebbe soltanto l’alternativa di «scegliere tra una resistenza ad oltranza nel suo fortino amministrativo o una soluzione politica di rimpasto a chissà quale costo». E a quel punto «molti si chiederebbero perché egli non faccia un passo indietro e non riapra il Municipio alle scelte dei cittadini». Immediate le reazioni, con molte personalità cittadine che hanno aderito all’appello. Tra i primi a rispondere il filosofo Biagio de Giovanni, il fotografo Mimmo Jodice, che mette in guardia dall’«autodistruzione» della città, gli ex assessori Claudio Velardi e Amedeo Lepore, il critico musicale Paolo Isotta, il parlamentare Eugenio Mazzarella, l’ex deputato Umberto Ranieri e l’architetto Nicola Pagliara.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.