Ru486, la Cei “scomunica” Bresso e Bonino

La difesa della vita umana, innanzitutto dal «delitto incommensurabile» dell’aborto anche nella forma di pillola abortiva, è uno dei valori «non negoziabili» su cui i cattolici devono basare il loro voto politico. Così scendono in campo i vescovi italiani bocciando quei candidati che si sono schierati a favore della Ru486, come hanno fatto nel Lazio Emma Bonino e in Piemonte Mercedes Bresso, peraltro mai citate espressamente.

Il monito è arrivato dal presidente della Cei Angelo Bagnasco, all’apertura dei lavori del tradizionale Consiglio episcopale permanente di primavera, il parlamentino dei vescovi italiani che quest’anno si è riunito proprio alla vigilia della tornata elettorale. Nel suo intervento Bagnasco ha anche denunciato il degrado della politica e dell’amministrazione statale italiana al malaffare: «non ci possono essere alibi preventivi – ha detto – o coperture impossibili per coloro che rubano, per proprio tornaconto personale, dalla cosa pubblica».

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