
Calciatori e sclerosi laterale amiotrofica (Sla): le storie di Gianluca Signorini e di Stefano Borgonovo tornano di attualità grazie all’avvio di una ricerca dell’Istituto Mario Negri di Milano che ha come obiettivo verificare se c’è una correlazione tra l’attività calcistica e l’insorgere della malattia. Un legame evidenziato già in alcuni studi del passato dai quali emergeva, per gli ex calciatori, un rischio di contrarre la malattia sei volte superiore rispetto al quello dei resto della popolazione. «Sono state avanzate alcune ipotesi a riguardo« dice Ettore Seghi, responsabile del Laboratorio di malattie neurologiche dell’Istituto, «per esempio una relazione tra la sclerosi laterale amiotrofica e alcune caratteristiche di questo sport, come il verificarsi di traumi multipli, soprattutto cerebrali, l’esercizio fisico molto impegnativo e l’assunzione di antinfiammatori e integratori alimentari. Ora, per verificare tali ipotesi, la ricerca prenderà in considerazione alcune centinaia di ex calciatori professionisti di Serie A, B,C e D residenti in Lombardia dal 1970 a oggi e valuterà se, e in che termini, abbiano avuto contatti con strutture sanitarie per sospetto di malattie neurodegenerative, come la Sta, ma anche I’Alzheimer e il Parkinson. La Sla colpisce attualmente oltre quattromila persone in Italia ed è caratterizzata da una progressiva perdita di forza muscolare che può compromettere deglutizione e la respirazione.

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