
Sterili ma con diritto a essere genitori come tutti gli altri. Un diritto costituzionalmente garantito. «La Consulta ha chiarito che la scelta di diventare genitori e formare una famiglia che abbia figli costituisce espressione della fondamentale e generale libertà di autodeterminarsi riconducibile agli articoli 2, 3 e 31 della Costituzione».
È dunque «costituzionalmente illegittimo» l’articolo della legge 40 del 2004 quando vieta «di praticare tecniche eterologhe di procreazione medicalmente assistita alle coppie affette, alla stregua degli imputati, da sterilità o infertilità assoluta e irreversibile di derivazione patologica».
Nelle motivazioni all’assoluzione, del 24 marzo, di una coppia imputata di «alterazione di stato» nel momento in cui fece, sette anni orsono, trascrivere all’anagrafe i due gemelli nati a Kiev, in Ucraina, con fecondazione assistita di tipo eterologo con maternità surrogata (utero in affitto), non si affronta solo la questione del capo d’imputazione e cioè l’aver detto il falso all’anagrafe sulla paternità e maternità dei bambini.
Il Relatore della quinta sezione penale, Giuseppe Cernuto, scrive: «alcuni «concetti» sono «patrimonio acquisito del nostro ordinamento ed escludono che la genitorialità sia solo quella di derivazione biologica», e indicano che «la tutela del diritto allo status e all’identità personale del figlio può comportare il riconoscimento di rapporti diversi da quelli genetici».
L’accusa di alterazione di stato, da cui la coppia è stata assolta con la formula del “fatto non sussiste”, cade sulla considerazione «dirimente» che «la formazione dell’atto di nascita» dei due bimbi «è avvenuta nel «rispetto integrale della lex loci», cioè della legge ucraina. E che è «la stessa legge italiana a imporre ai cittadini italiani all’estero di effettuare le dichiarazioni di nascita all’ufficiale di stato civile straniero e secondo la legge del luogo ove l’evento è avvenuto».
«Le sentenze che sono già state emesse a Milano, Monza e Varese – dice l’avvocato Ezio Menzione, legale della coppia – dimostrano che in Lombardia ci si è già adeguati a questi principi e anche questo ultimo approdo giurisprudenziale conferma che ormai ci si sta muovendo in questo senso».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.