Ciò che riguarda la legislazione in materia di finanziamento della ricerca sulle cellule staminali embrionali negli Stati Uniti oscilla ormai come un pendolo, a colpi di ordini esecutivi presidenziali, sentenze, ricorsi e appelli. L`ultima spinta di rilievo, seguita poi da una contromossa che a oggi fa pendere l`ago della bilancia a favore della possibilità di usare soldi pubblici, era stata data dal giudice federale Royce Lamberth, della Corte del District of Columbia (dove si trova la capitale Washington). In un documento di 15 pagine del 23 agosto, Lamberth aveva disposto lo stop al finanziamento della ricerca, basandosi sul contenuto del «Dickey-Wicker Amendment», la legge che dal 1995 impedisce che denaro pubblico sovvenzioni attività che implicano la distruzione di embrioni umani.
Nel testo Dickey-Wicker viene esplicitamente stabilito che i fondi pubblici non possono essere usati per «la creazione di embrioni a scopo di ricerca» e per «la ricerche nelle quali gli embrioni umani sono distrutti, scartati o deliberatamente soggetti a rischi di danno o morte». Il pronunciamento del giudice si inseriva nel contesto di un ricorso, noto come «Sherley v. Sebelius», intentato da ricercatori e associazioni contro Kathleen Sebelius, quale ministro della Sanità e dunque rappresentante competente in materia per l`amministrazione Obama.
Quello di Lamberth è stato il primo stop, dopo che, tra il marzo e l`aprile 2009, un ordine esecutivo di Obama e le conseguenti linee guida dell`Istituto nazionale della sanità (Nih) avevano dato il via libera alla distruzione di embrioni creati per fini riproduttivi ma non più necessari per quegli scopi. Il 24 agosto 2010 Francis Collins, direttore del Nih, rassicura quei laboratori che hanno già ricevuto denaro dalle casse dello Stato circa la legittimità della prosecuzione delle loro ricerche, mentre Bill Burton, portavoce della Casa Bianca, annuncia l`intenzione di Obama di ricorrere contro la decisione del giudice Lamberth. Il ricorso viene ufficialmente depositato il 31 agosto e con esso viene avanzata la richiesta che il blocco ai finanziamenti venga sospeso in attesa che l`azione legale portata avanti contro l`amministrazione Obama arrivi a una conclusione definitiva. «Numerosi progetti in corso probabilmente non potrebbero sopravvivere a una temporanea mancanza di fondi – ha affermato l`amministrazione in merito al ricorso – mettendo a repentaglio i potenziali benefici della ricerca» in cui sono già state investite ingenti somme, che andrebbero sprecate.
Affermazioni che hanno suscitato le proteste delle associazioni pro-life statunitensi, per le ben note perplessità in merito a una ricerca, quella sulle staminali embrionali, ancora lontana dal dare i risultati sperati. A inizio settembre, mentre il Nih emana linee guida ufficiali con le quali annuncia il momentaneo blocco dei finanziamenti per i progetti di ricerca non ancora avviati, comincia a muoversi il Congresso degli Stati Uniti. La democratica Diana DeGette, in una intervista rilasciata al quotidiano “The Politico”, il 3 settembre annuncia l`intenzione di presentare una legge a favore del finanziamento per la ricerca sulle staminali embrionali che aiuti a superare definitivamente l`impasse causata dalla decisione di Lamberth e dai successivi ricorsi. La legge, sulla quale già a fine mese il Congresso potrebbe essere chiamato a esprimersi, secondo gli analisti avrebbe ottime possibilità di essere approvata, visto che sono molti anche i repubblicani favorevoli.
Il 17 settembre torna alla ribalta il giudice Lamberth: chiamato a esprimersi sul ricorso dell`amministrazione Obama, conferma il suo primo pronunciamento rafforzando ancora la validità del “DickeyWicker Amendment”. Secondo Lamberth, le indicazioni contenute in esso non possono essere ribaltate da un giudice, ma è solo il Congresso a poter decidere di non confermare il voto favorevole al testo. Due giorni dopo, però, è la Corte d`appello federale a sconfessare Lamberth e a ordinare che, «in considerazione dell`emergenza» dettata dal susseguirsi dei fatti e per dare modo agli incaricati di studiare a fondo il caso, lo stop alla ricerca sulle staminali embrionali venga sospeso fino alle prossime indicazioni della Corte stessa.
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