<b>31 Marzo 2003</b> – "In Italia non si puo' parlare di fuga di cervelli ma di rigetto di cervelli. L'emigrazione di ricercatori e' un fenomeno che e' sempre esistito. Il problema e' che non tornano perche' non ci sono le condizioni adatte". Lo ha affermato a Napoli, il premio Nobel per la medicina, Renato Dulbecco, a margine della presentazione di uno nuovo centro di ricerca. Il premio Nobel sottolinea che strutture, finanziamenti e in alcuni casi il nepotismo sono i problemi italiani, sebbene nel nostro Paese ci siano alcuni centri di eccellenza a livello di quelli statunitensi. "Una cosa molto importante e' favorire il merito – continua Dulbecco – evitando che si attribuiscano incarichi sulla base di conoscenze e appoggi politici. Quello distrugge tutto". In Italia si stanno sviluppando iniziative che stimolano il rientro dei ricercatori. Dulbecco cita ad esempio Telethon, "ne sono rientrati una ventina, Telethon ha organizzato un sistema per cui mette a disposizione i mezzi per il rientro dei ricercatori italiani all'estero che vogliono tornare in Italia e ne hanno le qualita". Il premio Nobel precisa che si tratta di una piccola iniziativa e che "il Governo potrebbe mettere in campo iniziative molto piu' grandi se lo volesse".
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