Di cosa si discute in Parlamento? Di Jobs Act, nuovo Senato, Italicum, riforme di scuola e Rai. E i diritti civili? Dimenticati o accantonati.
Un anno fa l’ex presidente Napolitano, rispondendo all’appello del radicale Carlo Troilo, sollecitò i parlamentari ad affrontare i temi del testamento biologico, dell’eutanasia, del fine vita. Quasi tutti i partiti applaudirono. E in primo luogo il Pd.
Furono parole di circostanza. Perché le priorità sono sempre altre. So bene che si tratta di argomenti delicati, divisivi. Perfino nella laica Francia. Figurarsi in un paese cattolico. Però l’eutanasia, soprattutto passiva, è diffusa. Altrove viene riconosciuta come diritto della persona.Qui la nostra ipocrisia la rimuove e cancella.
Ben vengano dunque i dibattiti sul fine vita. Che forse interessano una minoranza, ma rappresentano principi universali: la possibilità di decidere del nostro destino, della nostra esistenza.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.