«Non canti e non balli, ma come mai sei in politica?», il video di Annalisa Chirico, segretaria degli Studenti Coscioni, finisce sul Corriere della Sera

Claudia Voltattorni

ROMA – Primo piano davanti ad una telecamera: «Che taglia porta?», «Una seconda…», «Bè, quello si può migliorare, ma già con il portamento non ci siamo». E ancora: «Sa ballare? Ci faccia vedere qualcosa». «Sfilate?, canta? Si metta di profilo… Certo, i suoi zigomi, e pure il naso, e le labbra. Non ci siamo proprio, ma come fa a fare la politica?».

DA BRINDISI – Capelli lunghi, sciolti, castani. Occhi scuri. Bel viso. Ventitré anni, pugliese di Francavilla Fontana (Brindisi), ma ormai romana da 5 anni, Annalisa Chirico si presenta così alle elezioni regionali 2010. In corsa per la lista Bonino-Pannella, nel Lazio ma anche a Brindisi e Taranto. Un provino su YouTube che diventa uno spot per far vedere quello che non sa fare (la velina) e quello invece che ha fatto «la politica». L’idea, racconta mentre è in metropolitana, «mi è venuta vedendo le candidature impossibili proposte in questo periodo: persone calate dall’oggi al domani nella politica senza saperne nulla». Tipo «la Minetti, l’igienista del premier, che definirei l’emblema di questo metodo che sceglie per cooptazione e non per quello che viene fatto sul campo». Ma queste persone, alza la voce, «non saranno mai libere! perché una volta dentro diranno sempre sì». Racconta: «Quando hanno candidato la Minetti, ai giovani del Pdl lombardo ho detto: ma ribellatevi! Siete militanti, vi impegnate sul campo e poi vi fate scavalcare. Sa cosa mi hanno risposto? "Meglio candidare una bella donna che un mafioso"». Il problema, quindi «è che i giovani prima si assuefanno».

Il manifesto della Chirico «LIBERATI DI LORO» – Invece Annalisa Chirico da Brindisi è una che «non ci sta a chinare il capo, neanche all’interno del mio partito: lo dico sempre, non esiste il partito perfetto, neanche il nostro lo è». Ma per avvicinarsi alla perfezione, «bisogna essere liberi, di criticare, di dire sempre quello che si pensa». E perciò lo slogan che compare sui suoi manifesti (sul suo sito) è «Scegli me, ti liberi di loro!». Perché «noi vogliamo scegliere persone che hanno fatto, non che faranno e io mi propongo per quello che faccio ogni giorno».

L’AUTO BLU – «Ma lei è un completo disastro: non sa ballare, non sa cantare, non sa recitare, ma lei la politica come la vuole fare?», si chiude il suo provino-spot. «Io – risponde la Chirico – non ho grandi doti, però faccio politica da 4 anni, perché ci credo, la passione, come la Madia, non basta». E crederci per la giovane candidata, segretaria degli Studenti Luca Coscioni, membro del comitato nazionale dei Radicali, significa «prendere la metro e saltare da una parte all’altra della città e incontrare la gente, farsi sentire e vedere sul campo». Ed evitare quello che chiama «il fenomeno Serracchiani» (l’europarlamentare del Pd, ndr)» «Un soffio di vento anche lei: una volta entrata nel palazzo si è irregimentata ed è sparita». Ma, assicura, non prenderà l’auto blu una volta «dentro»: «Meglio la metropolitana, ma certo, qui a Roma deve migliorare ancora, eh».

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