
ROMA. Michele De Luca lavora con le cellule staminali da trent`anni. È stato il primo in Europa a usarle per i trapianti di pelle e il primo al mondo per i trapianti di cornea. «Studiare gli embrioni umani resta indispensabile nonostante i progressi della ricerca» sostiene il direttore del Centro di medicina rigenerativa dell`università di Modena e Reggio.
Perché oggi è utile fare ricerca sulle staminali ricavate dagli embrioni umani? «Perché le staminali embrionali sono le uniche cellule capaci di trasformarsi in tutti i tipi di tessuto presenti nel nostro organismo».
Ma le cosiddette staminali “Ips”, ricondotte a uno stadio embrionale in laboratorio partendo da una cellula adulta, non rendono pleonastica la ricerca sulle embrionali? «No, perché la ricerca va condotta in parallelo. Le Ips sono cellule adulte riprogrammate per tornare allo stato embrionale. Questo è un salto enorme per una cellula, e i meccanismi di questo processo non sono completamente chiari. Per studiare bene le Ips occorre avere il punto di riferimento delle embrionali. I due tipi di cellule vanno studiati insieme».
Anche in Italia la ricerca sugli embrioni umani sta procedendo? «Da noi non si può far ricorso agli embrioni donati, ma le staminali embrionali vengono importate da paesi come Stati Uniti, Svezia, Australia, Gran Bretagna. Non chiedetemi la logica perché non la capisco».
La ricerca sta ottenendo qualche risultato? «Ci sono tre o quattro sperimentazioni nel mondo con le staminali embrionali e una in Giappone con le Ips. Al momento è impossibile dire quale delle due versioni si rivelerà più efficace nel curare le malattie. Ce lo diranno i paesi in cui la ricerca è più libera che non da noi. Ma l`importante è portare avanti gli studi in parallelo».
Quindi la scoperta delle Ips non ha portato a una riduzione dell`uso degli embrioni nei laboratori? «La mia percezione è che i laboratori che usano le Ips si siano moltiplicati nel mondo in maniera virale. Ma chi faceva ricerca sulle embrionali ha continuato a farlo. I meccanismi della riprogrammazione delle Ips ci lasciano ancora dei dubbi, vanno compresi meglio».
Lei su quale tipo di cellule punterebbe? «Io lavoro con le cellule staminali adulte, ma vorrei che le Ips si rivelassero più sicure ed efficienti delle embrionali. Non per motivi etici. Semplicemente perché possono essere prelevate, trattate e trapiantate nello stesso paziente. Eliminano dunque tutti i problemi immunologici legati al trapianto».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.