Caro Serra, dal 13 settembre scorso una legge di iniziativa popolare per rendere legale l`eutanasia giace alla Camera dei Deputati: l`hanno proposta i radicali dell`associazione Luca Coscioni ed è stata sottoscritta da 67 mila cittadini, senza considerare le altre migliaia di persone che continuano a sostenerla online. La presidente Laura Boldrini non ha ancora risposto ai ripetuti appelli affinché quella legge sia almeno presa in considerazione dai suoi onorevoli colleghi. Ed è passato più di un mese. Cioè: una concreta proposta sull`eutanasia si trova in «stato vegetativo» nelle stanze del Palazzo, nonostante il parere dei cittadini, e non la rianima nemmeno il suicidio di Carlo Lizzani che, proprio come Mario Monicelli tre anni fa, sarebbe ricorso all`eutanasia, ma invece è stato co- stretto a gettarsi dalla finestra. Visto come è andata (male) ai referendum radicali contro la legge Bossi-Fini, che tutti adesso vogliono abolire per via delle centinaia di morti di Lampedusa, cosa dobbiamo aspettare per vedere discussa una legge sull`eutanasia? Un suicidio di massa? Paolo Izzo (Roma)
Caro Izzo, spero che nel lasso di tempo che separa l`arrivo della sua lettera e la sua pubblicazione qualcosa si sia mosso. Ma non si faccia troppe illusioni: il problema non è certo la presidente Boldrini. Il problema è che tutte o quasi le leggi di natura «etica» che in qualche maniera contravvengano la morale cattolica hanno, in Italia, una vita terribilmente difficile. Sono tra quelli che ripongono molte speranze nel pontificato di Bergoglio. Ne ripongo assai meno in un personale politico ancora molto impacciato quando si tratti di distinguere tra le morali religiose (che sono, tra l`altro, più di una) e l`attività del legislatore, che dovrebbe invece garantire a tutti (compresi, ovviamente, i credenti delle varie fedi) la libertà di scegliere come procreare e come morire. La realtà dei fatti ci costringe a credere che questa libertà, in Italia, è ancora molto lontana. Si va all`estero per procreare giovandosi delle nuove tecniche mediche, si va all`estero per disporre della propria morte, come fece Lucio Magri e come non hanno fatto Monicelli e Lizzani, costretti a soluzioni ben più cruente. La questione è sempre la medesima: chi crede che vita e morte siano nella disponibilità di Dio e non degli uomini, in Italia può sentirsi a casa sua. Chi invece non ci crede, e pretende di disporre del proprio destino, in Italia è uno straniero. ¦

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.