Morte medicalmente assistita: dibattito sul New England Journal of Medicine

Francesco Orzi

Morte medicalmente assistita. Si è aperto un dibattito on-line sul prestigioso New England Journal of Medicine, tra medici e scienziati. Tra gli interventi, sembra prevalga un consenso a rispettare l’autonomia decisionale del “paziente” sopra “ogni altra considerazione etica” ed a riconoscere l’obbligo, o dovere, medico di rispettare il rifiuto di trattamenti da parte di un paziente. Allo stesso tempo è espresso da alcuni il timore di una “china scivolosa” verso una potenziale ’”espansione” o “abuso” nei confronti di persone particolarmente “fragili o disabili”. In questo senso, una distinzione viene indicata in più occasioni tra interruzione di trattamento e intervento eutanasico attivo. E ovviamente la interruzione trova maggiori consensi. Viene menzionato (ma non sembra che abbia ricevuto attenzione) il rischio che persone fragili e disabili possano avvertire un clima di “minaccia” in un contesto sociale favorevole alla morte medicalmente assistita. 

Non mancano le menzioni a valori etici o religiosi che facciano riferimento al valore del soffrire, o all’idea che la “vita non ci appartenga”.

Un intervento interessante riguarda l’ipotesi che si possa affrontare il problema in termini di “evidence” a favore o contro, basandosi su valutazioni di “outcome” che la morte assistita possa ottenere più efficacemente rispetto a procedure alternative. Per “outcome” sono intesi parametri non ancora definiti ma che ovviamente vadano oltre la “semplice morte”. Insomma, un tentativo (con la consapevolezza della enorme difficoltà metodologica) di esportare tecniche di indagine della “evidence based medicine” (per definizione lontane da posizioni ideologiche o comunque pregiudiziali) a temi con forte connotazione etica.

Il dibattito è in corso, on-line: http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMclde1302615?query=TOC

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.