L’orgoglio degli animalisti “Vivisezione è barbarie”

Il Secolo XIX

 PERCHÉ dovremmo considerare di minor valore la sofferenza inflitta ad altre creature, per il semplice fatto che queste appartengono a una specie diversa dalla nostra?». La citazione di Jean Claude Wolf, teorico di fama internazionale del movimento sui diritti degli animali, spicca su un cartello che una ragazza porta fieramente appeso al collo e riassume la battaglia portata ieri in piazza dai cortei di molte città italiane ed estere in occasione della giornata mondiale per la chiusura di Green Hill e contro la vivisezione, alla vigilia della presentazione in Senato degli emendamenti alla legge che recepisce una direttiva europea sulla sperimentazione animale. Lotta animalista cominciata il 28 aprile, con la liberazione da parte di alcuni attivisti di decine di cuccioli di beagle allevati per la vivisezione. Il15 maggio a Genova gli attivisti erano scesi in piazza distribuendo un volantino della Lav (Lega anti vivisezione) con lo slogan: "Non c’è violenza nel movimento animalista, ma c’è violenza nei laboratori di vivisezione". Ieri alle 14 è partito da Palazzo San Giorgio il corteo genovese, nel quale hanno sfilato anche molti amici a quattro zampe, e ha girato la città per terminare con un presidio a De Ferrari fino alle 19. " Vergogna!". il grido degli animalisti. E in effetti lo è. È una vergogna il fatto che l’Italia all’approvazione della direttiva europea abbia introdotto il divieto di allevare cani, gatti e primati sul suolo italiano per test scientifici per poi permettere che ci siano allevamenti lager come Green Hill. Numerosi anche i cartelli contro lo sterminio di cani randagi in Ucraina in occasione degli Europei di calcio 2012.