
Contro il terrorismo: laicità e educazione. Può suonare come uno slogan vuoto, dunque ideologico. All`indomani degli attentati di gennaio a Parigi, però, quando il Governo Hollande preannunciò di farne una strategia, sembrò l`unico progetto politico all`altezza della sfida del terrore. E avevano ragione, i francesi.
Ma avremmo dovuto prevedere che il tempo raffredda gli entusiasmi, soprattutto per strategie di lungo periodo difficili da incardinare e verificare. E non c`è nulla di più lungo termine che puntare su educazione e libertà civili: nessun nemico da abbattere, nessun drone da telecomandare, ma “solo” la capillare diffusione del virus del libero pensiero, che non fa rumore né notizia. E nemmeno fa prendere voti, in ciò che rimane delle democrazie, ormai svuotate da ogni diritto a conoscere per deliberare.
Dopo Parigi, il turno del terrore è caduto sulla Tunisia. La solidarietà internazionale è stata totale, riconoscendo in quel Paese l`avamposto democratico del mondo arabo, così fragile e così importante. A parole, però. Perché poi, il sostegno europeo è stato inconsistente, anche sul piano economico. Gli aiuti che si materializzano sono quelli in realtà rivolti ai nostri interessi immediati: strumenti e risorse per pattugliare le coste, per rafforzare, come necessario, la sicurezza. Non altro.
Nel frattempo, ad esempio, il sistema scolastico e universitario della Tunisia è in sofferenza, gli accademici faticano ad ottenere i visti per l`Europa, i centri di ricerca non sono ancora aggregati ai programmi dell`Unione europea. A fronte del fondamentalismo islamico (ma vale per ogni fondamentalismo), Ayaan Hirsi Ali ha richiamato la necessità di «organizzare una controffensiva sul campo di battaglia più importante: quello delle idee».
Ma, nell`unico Paese dell`area dove l`aborto è legale e la laicità radicata, la battaglia per l`idea democratica e lo stato di diritto vede le istituzioni impegnate senza un vero sostegno europeo. Come Associazione Luca Coscioni, un contributo cerchiamo di darlo: abbiamo chiesto e ottenuto dal Governo tunisino di tenere in primavera a Tunisi il prossimo Congresso mondiale per la libertà di ricerca, che seguirà il nostro Congresso nazionale di Milano del 25, 26 e 27 settembre.
L’obiettivo è preciso: affermare il diritto alla scienza come diritto umano universalmente riconosciuto, sia nel senso di diritto alla libertà di ricerca e investimenti pubblici per la ricerca di base, sia come diritto a beneficiare dei risultati della scienza e della medicina, come già indicano la Dichiarazione universale dei diritti umani e il Patto dei diritti economici e sociali.
Gli appuntamenti di Milano e Tunisi mirano a rafforzare le garanzie sovranazionali – in termini di investimenti economici e anche di diritto e giurisdizione – per sostenere un`educazione laica e per arginare derive proibizioniste sulla scienza e sulla medicina.
Dall`Italia – cioè dal Paese fanalino di coda europeo su eutanasia, matrimonio egualitario, ricerca sugli embrioni, droghe – non c`è bisogno di spiegare quanto le garanzie sovranazionali per le libertà civili non siano preziose solo nel mondo arabo. Non abbiamo da dare lezioni, ma anzi da imparare a dialogare con la grande cultura dell`Islam, alla ricerca di soluzioni che sarebbero utili anche per governare la nostra società multietnica, senza cedere ai relativismi culturali o ai comunitarismi ghettizzanti.
Non ci sono guerre di civiltà da imbastire, ma alleanze euromediterranee, laiche e democratiche, da nutrire con la forza della conoscenza.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.