“Quelle connerie, la guerre" scriveva Jacques Prévert, che fesseria, che assurdità. Soprattutto chi, come noi medici, vive accanto al dolore, non può non trovare assurdo che sia l’uomo con le guerre a produrre altro dolore, quando già ci affligge quello provocato dalle malattie. La guerra, è un’assurdità figlia della paura e dell’insicurezza: ce lo dice il buon senso, e ce lo conferma la scienza. Le istruzioni del nostro Dna, come quello di tutti gli esseri viventi, sono di conservarsi, riprodursi. Uccidere, prevaricare, violentare, non sono necessità biologiche, ma meccanismi primitivi di difesa. La forza della razionalità può allora essere la chiave per vincere appunto il dolore più grande, la guerra. E questa convinzione che ha fatto nascere Science for Peace, il movimento che ho voluto creare per promuovere la cultura della non violenza, della tolleranza, della risoluzione pacifica delle conflittualità, puntando sulla razionalità. Quella stessa razionalità che è il motore trainante della scienza e che ha portato l’uomo a tante conquiste che hanno migliorato la sua vita. Sappiamo che dobbiamo alla ricerca scientifica i contributi più importanti al progresso e alla soluzione dei problemi più gravi che affliggono l’umanità: malattie, denutrizione, mancanza d’acqua e di cibo. L’aspetto innovativo, o la sfida se vogliamo, del nostro neonato movimento è ora di rivelare il contributo inedito del pensiero razionale scientifico anche al processo di pacificazione mondiale. Disseminando il pensiero razionale, la scienza ha da sempre una funzione civilizzatrice e pacificatrice e può fare molto per la pace. Per esempio rifiuta il principio esasperato dell’identità nazionale o della razza, e utilizza un linguaggio universale che non conosce frontiere e nazionalismi. La razionalità è dunque un antidoto all’aggressività e alla sua origine, la paura. Ha scritto Tara Gandhi, nipote del Mahatma e parte attiva del nostro Movimento: «Il mondo sta attraversando un terribile momento di violenza; esiste una continua catena di vendetta, violenza e ancora vendetta. La paura è quindi il risultato di tutto questo. Noi dobbiamo interrompere questa catena continua di violenza. Paura e amore non possono convivere». Ecco la finalità di Science for Peace: razionalizzare le nostra paura e trasformarla in un atteggiamento di fiducia, in gesti pacificatori, in pensieri costruttivi. Assecondando la nostra naturale attitudine di esseri umani alla socializzazione e alla solidarietà: è stato infatti recentemente dimostrato che anche i principi morali, che ciascuno sente di rispettare, non ci vengono solo inculcati dall’educazione che riceviamo, ma sono anche innati nel nostro cervello e hanno basi neurologiche. Nonostante le violenze e le guerre che ricorrono nell’ancora breve storia dell’umanità, c’è l’evidenza scientifica che la mente umana è largamente tesa verso soluzioni collaborative e non antagonistiche. La nostra specie aspira naturalmente alla pace, e la collaborazione tra gli individui, che ha portato alla formazione prima delle tribù e poi delle nazioni, tende a diventare sempre più ampia. Noi vogliamo la pace non solo per vivere, ma anche per progredire. Gli ultimi 60 annidi assenza di grandi conflitti mondiali sono stati la premessa per i grandi avanzamenti scientifici (l’uomo sulla luna, la decodifica del Dna) e per gli enormi avanzamenti tecnologici che stanno cambiando il nostro modo di vivere. Primo fra tutti l’incredibile sviluppo delle comunicazioni e dell’informatica, che con Internet mette in comune le conoscenze di tutto il mondo e crea un dialogo tra milioni di persone. E davvero giunto il momento per la nostra società di prepararsi ad affrontare regole e leggi di una moderna cultura pluralistica multietnica, multi confessionale. E di fare nostro l’impegno che il Presidente Obama ha preso davanti ai suoi concittadini: garantire la convivenza pacifica di una comunità pluralistica, per una soluzione non violenta dei conflitti e per una maggiore tolleranza, giustizia e rispetto dei diritti umani. Lo vediamo ogni giorno: la cultura pacifica è quella vincente, mentre l’aggressività e la prevaricazione si rivelano spesso inutili, se non controproducenti. Invito tutti i cittadini che la pensano come a me ad aderire al movimento «La Scienza per la Pace», attraverso il sito www.fondazioneveronesi.it e a partecipare alla Conferenza Internazionale di Milano il 20 e 21 Novembre prossimi.
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