La proposta “Un bonus alle mamme contro le gravidanze interrotte”

Alessandra Paolini

Un bonus di 250 euro, per 18 mesi, alle mamme. Anche questo potrebbe aiutare le donne a ripensarci e scegliere di non interrompere la gravidanza. La proposta arriva dal senatore del Pdl Stefano De Lillo. Così ieri il senatore ha preso carta e penna e ha scritto al governatore del Lazio Renata Polverina, Una lettera per spiegare come un aiuto economico può aiutare chi pensa di non riuscire a dare un futuro al bimbo che ha in grembo. «Una delle emergenze più gravi del nostro Paese – si legge nella lettera – è generato dalle culle vuote come conseguenza dell’altissimo numero di interruzioni volontarie di gravidanza.

Lei pensi che senza contare quelli procurati dalle pillole abortive, le interruzioni di gravidanza sono nel nostro Paese più di 120.000 all’anno, con una media di 329 al giorno. Di queste almeno 15.000 avvengono nella nostra Regione». Un danno che in termini umani, sociali, economici, e civili è di una gravità enorme. «La sofferenza, la solitudine, la disperazione, il disagio psicologico, delle mamme che abortiscono ricade gravemente su tutta la società», spiega il senatore che pensa quindi a una misura legislativa come quella adottata in Lombardia. «Affinché nessuna donna abortisca a causa delle difficoltà economiche», scrive. «Ogni bambino o bambina che nasce – conclude la lettera – vale molto di più dei 4500 euro da erogare in favore delle mamme per i primi tre anni di vita. Inoltre, invece di spendere i soldi per interrompere la gravidanza (tra i 2500-3000 euro per aborto), sarà meglio spostare queste risorse a favore dei bonus alle mamme di250 euro per 18 mesi».

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