
Si intitola «Io prima di te» il nuovo romanzo di Jojo Moyes, giornalista e scrittrice inglese che attualmente ha deciso di dedicarsi completamente alla scrittura abbandonando il lavoro all”«Indipendent». Il libro ha riscosso molto successo, e risulta essere il più votato nella storia del «Richard and Judy Book Club».
La trama si presenta come la classica storia d’amore da romanzo, scandita dalle vicissitudini dei suoi protagonisti: Louisa Clark, ventiseienne londinese dalla vita abitudinaria trascorsa tra le confortanti mura del bar in cui lavora e le serate al pub con Patrick, lo storico fidanzato di una vita. Will Traynor, intraprendente giovane di buona famiglia con una carriera ben avviata e una passione per i viaggi e le avventure.
Due avvenimenti sconvolgeranno l’esistenza dei due protagonisti, costringendoli a rivedere la vita che avevano programmato: Louisa perderà il lavoro, Will rimarrà paralizzato a seguito di un brutto incidente. Saranno proprio questi due eventi a rimescolare le carte, e a muovere i fili del destino che, come nelle più romantiche storie d’amore, li farà incontrare cambiando per sempre le loro vite.
Ma «Io prima di te» non è solo questo: la semplicità della storia è condita da un insieme di ingredienti che si mescolano alla perfezione tra di loro, scanditi da una narrazione essenziale ma mai banale, creando un’armonia che attrae e affascina.
Il dramma della tetrapelgia costringe Will ad una vita di restrizioni, negando lui la possibilità di fare da solo anche il più semplice dei gesti. È il forte contrasto tra la sua vita passata e quella presente, tra l’immagine del Will che era e del Will che è diventato, tra la difficoltà ad adattarsi alla perdita di tutto quello che amava di più e l’impossibilità estrema di accettazione a una non-vita che il destino gli ha imposto.
La gabbia d’oro che si è costruita Louisa, nella più totale assenza di rischio, è al riparo da un dolore passato, ma forse ancora troppo presente; un dolore che non ha mai raccontato a nessuno e che inibisce quella sua voglia di sognare, forse, non ancora sopita del tutto.
E al centro dell’amore (quell’amore puro fatto di essenza e presenza, di affinità ed emozioni) c’è il grande tema dell’eutanasia, grande oggetto di contrasto del nostro millennio.
Ma se il rischio di banalità è alto nella trattazione di una tematica di così forte impatto attuale, la scrittrice si dimostra brava ad osservare sempre la situazione da una prospettiva esterna, senza inserirsi nell’annoso e vivace dibattito sulla questione, riportandola per voce dei chiamati in causa. Ed è l’intima delicatezza con cui vengono raccontate le sensazioni, le aspettative, i dolori e le scelte di Will a vincere, richiamando al rispetto, aiutando la riflessione, e proponendo una prospettiva interiore al di là di questioni legali e morali battute dai media e dai tribunali: il diritto di essere felici.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.