Il padre della procreazione assistita: “La grande sfida della laicità”

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Gazzetta di Parma
Laura Ugolotti

«Essere laici significa parlare con gli altri dicendo, prima di tutto, “secondo me”». Se è vero che non è semplice definire in modo univoco e condiviso il concetto di laicità, è vero anche che con questa frase Carlo Flamigni ha saputo rendere il concetto in maniera efficace e precisa. Ospite ieri, nella sede centrale dell’Università, dell’incontro dal titolo «Una laicità forte per rigenerare l’Italia» organizzato dalla Consulta di Parma per la laicità delle Istituzioni, insieme a Sinistra Studentesca, Flamigni – medico e membro del Comitato nazionale di Bioetica, ha affrontato temi importanti, come la procreazione assistita, l’eutanasia; temi che, ha ricordato Giorgio Salsi, responsabile delle Giornate della Laicità di Reggio Emilia «sono esclusi dall’agenda politica, anche se riguardano i diritti civili. Eppure la laicità non è un problema ma un’enorme opportunità, è un approccio anticonformista e non dogmatico alle questioni». «Sulla laicità – ha sottolineato Flamigni – non riescono a mettersi d’accordo neanche i laici. Il problema del linguaggio, delle definizioni, rende tutto più complicato». Cita l’esempio dell’eugenetica, «una pratica che Pio XII definì in modo positivo, come possibilità di evitare la sofferenza ad alcuni essere umani, e che invece oggi la Chiesa considera una forma di selezione della specie, che è una stupidaggine». «Allo stesso modo mentre tutte le società scientifiche definiscono l’alimentazione e l’idratazione artificiale come cure mediche, per la Chiesa cattolica sono solo riconoscimento della persona e così si ribalta il concetto di accanimento terapeutico». «Non permettere ad un individuo di conservare in punto di morte la propria dignità è un insulto – ha aggiunto -. Io non sono anticlericale, ma lo diventa nel momento in cui la Chiesa, così come qualsiasi potere forte, pretende di imporre “la sua verità” alla mia vita, rendendomi suddito e non un cittadino libero di scegliere quello che io ritengo sia giusto per me. Lo Stato laico è quello che esige l’autonomia delle istituzioni pubbliche della società civile rispetto all’ingerenza delle confessioni religiose, ma anche di tutti i poteri forti che pretendono di imporre le loro verità». Quello che auspica Flamigni è di poter aprire una discussione serie su temi così importanti, anche con i cattolici: «Non cerchiamo il conflitto – ha precisato – ma il dialogo». 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.