Caro Professore, a tanti secoli di distanza, è ancora valido il giuramento di Ippocrate?
Giovanni V., Padova
E’ valido nel senso che chi sceglie di fare il medico deve tenere presente lo spirito di questo impegno nei confronti del malato. In questo documento, che risale al IV secolo avanti Cristo e che per tradizione viene attribuito al padre della Medicina moderna, Ippocrate di Kos, mentre invece va probabilmente riferito alla cultura neoplatonica, rimangono principi etici che ancora possono e devono ispirare il comportamento del medico: il segreto professionale (che si estende anche a quanto il medico può venire a conoscere casualmente quando va a casa di un malato), l’obbligo di aiutare chiunque abbia bisogno della sua opera, l’impegno alla purezza e all’innocenza in tutte le azioni. Sono i divieti a mettere in rotta di collisione la società moderna e gli antichi precetti. Mi riferisco in particolare a quel punto in cui si dice: «Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo». Nel testo in vigore, sul quale giurano i nuovi medici, il punto relativo all’aborto è sparito, visto che l’interruzione volontaria di gravidanza è legale dal 1978, con il diritto, per il medico, all’obiezione di coscienza. Ma il vero punto di contraddizione con la società di oggi è quello dell’eutanasia. In Europa, solo Belgio e Olanda l’hanno depenalizzara, mentre negli altri Paesi resta un reato penale. Giorni fa, al Piccolo Teatro di Milano, è stato celebrato un Processo a Ippocrate al quale la Fondazione Veronesi ha dato il suo patrocinio, e in cui io ero testimone d’accusa contro Ippocrate, processato per “violenza privata” in quanto responsabile di proseguire cure inutili, e di “abuso d’ufficio” in quanto decide lui al posto del malato. Ripeto qui quanto ho sostenuto davanti a un pubblico che, ahimè, ha scelto di assolvere Ippocrate. Il malato ha diritto a non essere sottoposto a trattamenti che prolungano la vita in modo artificiale. Anche il moderno Giuramento di Ippocrate vieta l’eutanasia, però afferma anche che «il medico, tenendo conto delle volontà del paziente, laddove espresse, deve astenersi dall’ostinazione in trattamenti diagnostici e terapeutici da cui non si possa fondatamente attendere un beneficio per la salute del malato e/o un miglioramento della qualità della vita». Mi sembra chiarissimo.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.