Il biotestamento sarà legge entro l’estate

Alessandro Bertasi

 È passato un anno. Dodici  mesi da quel 9 febbraio  quando Eluana Englaro  morì. Trecentosessantacinque  giorni che non solo  non sono riusciti ad avvicinare  i protagonisti di una  vicenda che in quei giorni  divise il Paese ma che oggi  anticipano un anniversario  introdotto dalle dure  parole di Benedetto XVI in  occasione della Giornata,  della Vita: «Nessuno e padrone  della propria vita  ma tutti siamo chiamati a  custodirla rispettarla dal  momento del concepimento  fino al suo spegnersi naturale».  Un appello che, levatosi  da piazza San Pietro,  sembra essere indirizzato  al mondo della politica  invitato a dare una legislazione  in tema di testamento  biologico per evitare  che in futuro si possa  ripetere che un decreto legittimi  l’interruzione dell’alimentazione  e dell’idratazione  come è stato fatto  per la ragazza di Lecco.  Una risposta che Eugenia  Roccella, sottosegretario  alla Salute, intervenendo  ad Udine al convegno  «Eluana, il passato e la speranza»  organizzato dal Pdl  della cittadina in ricordo  della. Englaro, non tarda a   dare: «Pensiamo di approvare  il disegno di legge sul  testamento biologico entro  l’estate perché, come  abbiamo promesso, in Italia  non devono più esserci  casi Eluana». Ma non è la  sola a ricordare, con l’imminenza  di questo anniversario, la necessità di arrivare  a una legge in breve  tempo. «Quella di Eluana è  una vicenda che ha scosso  gli animi e che ha diviso il  Paese in due» ha sottolineato  Gaetano Quagliariello,  vicepresidente vicario dei  senatori del Pdl, anche lui presente a Udine. E, riferendosi  all’iter del disegno  di legge, dopo aver condiviso  la tempistica con la Roccella,  continua: «La linea  intrapresa a Montecitorio  sarà quella inaugurata al  Senato. Il che non vuole  dire che il testo debba rimanere  identico. Una legge  come questa è sempre  perfettibile, perché legiferare  sul confine tra la vita e  la morte è cosa quanto  mai complessa». E poi,  mentre il capogruppo al  Senato del Pdl, Maurizio  Gasparri, commenta la  Giornata della Vita assumendo  l’impegno «a contrastare  ovunque la cultura  della morte. Contro l’eutanasia  e la banalizzazione  dell’aborto con l’abuso di  veleni chimici», il padre di  Eluana, Beppino Englaro,  difende le sue scelte: «Rifarei  tutto quel che ho fatto.  Mi sono mosso con la massima  trasparenza, rivendicando  un diritto e la libertà  di poter scegliere di morire,  perché nessuno può  imporre di vivere senza limiti».  Intanto a Paluzza, il piccolo  centro tra le montagne  della Carnia dove è sepolta  Eluana, lo zio farà  celebrare domani una messa  per ricordare la nipote.  Una funzione a cui Beppino  Englaro non parteciperà,  come aveva già fatto  per la messa funebre.   

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