Giù le mani dalla ricerca sugli animali

bis.jpg
Cronache del Garantista
Michele De Luca, Gilberto Corbellini

Poi dicono che uno si butta a sinistra, diceva Totò. Oggi una parte della sinistra, in realtà, coalizzata con molti demagoghi pentastellati, vuole buttare via il Paese. Ovvero quel poco che ne è rimasto, dopo le devastazioni causate da vent’anni di pseudo-bipolarismo italiota.

Il riferimento è a quei, anzi “quelle” parlamentari che hanno tentato di far approvare alcune mozioni sul benessere degli animali che miravano a impegnare il governo nella cancellazione definitiva della sperimentazione animale, che già in Italia quasi non si può più fare dopo la pessima legge che recepisce in modo restrittivo la direttiva europea che già disciplina l’uso di animali per la sperimentazione biomedica, con grande attenzione a eliminare inutili sofferenze. 

Infatti, grazie al decreto 2014/n. 26, in Italia, unico paese in Europa, non si potranno effettuare sperimentazioni cliniche che prevedano xenotrapianti, bloccando di fatto tutta la ricerca in oncologia, trapiantologia e medicina rigenerativa.
 
Il Governo è riuscito a non soccombere di fronte a questo ulteriore attacco concentrico mirato a bloccare tutta la sperimentazione animale, anche grazie a una mozione Giovanardi-Cattaneo che, almeno parzialmente, ripristina la verità dei fatti in materia di benessere e sperimentazione animale.
 
Premesso che solo persone stupide, ignoranti o patologicamente crudeli possono rimanere indifferenti per le sofferenze degli animali, ci sono due considerazioni da fare.
 
In primo luogo, che il benessere degli animali è strettamente dipendente dal benessere umano. Infatti, solo dopo che le società umane hanno sconfitto le malattie infettive (grazie alla sperimentazione animale) e migliorato il reddito e l’alimentazione (grazie agli allevamenti razionalizzati) molti più animali hanno cominciato a stare bene.
 
Chiunque abbia un minimo di cultura storica o abbia anche solo fatto un viaggio in aree del pianeta aggredite dalla miseria, si sarà reso conto che dove l’umanità sta peggio, gli animali ne pagano pesantemente le conseguenza; a meno di non avere qualche protezione superstiziosa.
 
La seconda considerazione è che l’attenzione crescente per il benessere animale è stata la conseguenza del fatto che i cuccioli umani hanno smesso di morire grazie a vaccini e farmaci resi possibili dalla sperimentazione animale. Se si cancella la sperimentazione animale, probabilmente si assisterà a un ritorno di malattie che uccideranno i bambini, in altre parole assisteremo sempre più impotenti alle sofferenze di persone aggredite mortalmente da malattie come diabete, Alzheimer, Parkinson, etc.
 
Certo, possiamo sempre essere degli ipocriti e lasciare che la sperimentazione venga fatta, senza tante attenzioni per il benessere animale, in Cina o in qualche paese meno sensibile, cioè sperare di rimanere ricchi per avere accesso a farmaci sempre più costosi e peraltro prodotti da economie diverse dalla nostra.
 
Le mozioni presentate dalle passionarie animaliste del Senato contenevano argomenti riguardanti la sperimentazione animale, del tutto falsi e pericolosi. E la loro approvazione avrebbe causato gravi danni al Paese. Il danno principale sarebbe stato la cancellazione della ricerca biomedica di frontiera, che nei prossimi anni vedrà riversarsi ingenti investimenti economici nella ricerca clinica, di cui il Paese non può permettersi di fare a meno.
 
Il mondo delle imprese farmaceutiche e la comunità medica dovrebbero far sentire molto alta la loro voce presso le istituzioni politiche e governative del Paese. In primo luogo concorrendo a diffondere una corretta informazione sulla sperimentazione animale e sulla funzione che svolge nella ricerca biomedica.
 
In questo lavoro è inutile dire che serve un maggiore impegno soprattutto del mondo imprenditoriale. E’ inutile che Confindustria e quindi gli imprenditori del settore farmaceutico si lamentino se il Parlamento approva mozioni o leggi che mettono a rischio o cancellano la loro competitività nello sviluppo di prodotti innovativi.
 
In tutto il mondo occidentale civile, l’imprenditoria farmaceutica investe anche nella comunicazione mirata a illustrare al mondo politico e alla società perché una particolare procedura è necessaria e imprescindibile. E quali conseguenze ne verrebbero per il Paese se fosse cancellata. 
 
La più grave falsità divulgata sul benessere animale, la dove si chiede di cancellare la sperimentazione animale, è che sarebbero già disponibili procedure alternative, cioè colture cellulari e sistemi digitali per effettuare i test necessari alla sperimentazione farmaceutiche.
 
Non è vero! Come Associazione Luca Coscioni, con gli stessi ricercatori che con il loro lavoro ricercano anche metodi alternativi, riteniamo che per combattere le malattie umane la sperimentazione animale è stata ed è determinante e ad oggi non sostituibile. 
 
Ciò non preclude l’utilizzo di strade complementari, ma ribadiamo che fino ad ora solo la sperimentazione animale, condotta con protocolli di sicurezza volti all’eliminazione delle sofferenze degli animali utilizzati, ha garantito risultati concreti per la ricerca biomedica. Le colture cellulari e i sistemi in bilico sono largamente usati e li hanno inventati gli stessi ricercatori per ridurre l’uso di animali. Ma non sostituiscono il modello animale.
 
Ci sono basi scientifiche solidissime per cui le agenzie che controllano la sicurezza e l’efficacia dei farmaci in tutto il mondo sviluppato non ci pensano neppure a rimpiazzare i modelli animali con le colture cellulari o i sistemi digitali. Si rischierebbero tragedie devastanti, come quando a causa di sperimentazioni animali condotte superficialmente, in Europa nacquero migliaia di bambini focomelici da donne che avevano assunto il Talidomide.
 
I parlamentari sensibili al benessere animale dovrebbero riflettere bene sulle conseguenze che avrebbe la cancellazione della sperimentazione animale per la qualità della vita dei futuri cittadini di questo Paese. Ma anche per il gli stessi animali. E’ vero che ormai la politica è consumata solo nel presente, e si tende a ignorare il giudizio dei posteri. Ma quei posteri non sono degli sconosciuti. Si tratta dei nostri figli e nipoti.
 
Come si può cadere così in basso o autoingannarsi per mero soddisfacimento ideologico, da essere disposti a scambiare l’apprezzamento di qualche misantropo animalista, con il dovere di assicurare a chi verrà dopo almeno le stesse condizioni che ci hanno consentito di guadagnare uno dei più alti livelli di qualità della vita nella storia umana?

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.