Fine vita, Napolitano spinge il Parlamento

Il Gazzettino
Daniela Boresi

Mentre Venezia si appresta a varare il testamento biologico, il presidente Giorgio Napolitano richiama la politica alla coscienza affinché non ignori il problema ed avvii un dibattito. Il testamento biologico torna quindi d’attualità. Ieri Venezia ha dato il via al registro, aprendo le iscrizioni in Comune per “dettare le proprie volontà di fine vita”. Tenuto conto che viene richiesto l’appuntamento, la presenza è stata soddisfacente e si calcola che nell’arco dei prossimi tre mesi saranno almeno una quarantina le persone che si recheranno in Comune per esprimere la propria volontà nel fine vita. Venezia non è la prima amministrazione ad aver dato vita a questa apertura. Nel Veneto sono una decina i comuni che già hanno attivato, in forma diversa, il registro delle ultime volontà. Tra questi Padova, Vicenza, Belluno, Feltre, Marcon, Camponogara, Spinea, Campolongo, Valdagno, Schio. A breve anche Treviso che dopo la morte di Paolo Ravasin aveva annunciato di voler aprire al testamento biologico e alle direttive anticipate di fine vita: una sorta di registro a garanzia delle persone malate sarà inserito all’interno del Dup, il documento di programmazione di Ca’ Sugana, e sottoposto al giudizio del Consiglio.
 E mentre l’iniziativa avanza a macchia di leopardo il presidente della Repubblica Napolitano, ieri ha lanciato un monito alla politica. «Il Parlamento non dovrebbe ignorare il problema delle scelte di fine vita e eludere un sereno e approfondito confronto di idee sulle condizioni estreme di migliaia di malati terminali in Italia – ha scritto – a Carlo Troilo, Associazione Luca Coscioni e comitato promotore Eutanasia Legale – Drammatici nella loro obiettiva eloquenza sono d’altronde i dati resi noti da diversi istituti che seguono il fenomeno della condizione estrema di migliaia di malati terminali in Italia. «Richiamerò l’attenzione del Parlamento su l’esigenza di non ignorare il problema delle scelte di fine vita».
Una proposta che è stata immediatamente accolta dai senatori del Pd che hanno invitato il Senato a calendarizzare un disegno di legge sul fine vita. Sul tema s’inserisce anche l’on. Giancarlo Galan, che sostiene come quello di Napolitano sia «un richiamo che non può cadere nel silenzio, nella finta dialettica, nel gioco delle parti, le parole del Presidente Napolitano siano la chiave per aprire, finalmente, le porte della più dannosa omertà». E anche Paola Ricci Sindoni e Domenico Coviello, presidente e copresidente nazionali dell’Associazione Scienza & Vita hanno apprezzato le parole di Napolitano: «Raccogliamo volentieri l’invito del presidente della Repubblica a un confronto sereno e non pregiudiziale sul fine vita: in questi anni abbiamo continuato a tenere alta l’attenzione sul tema promuovendo convegni, incontri e dibattiti per difendere i più fragili dall’arbitrio della società dei sani».