Filomena Gallo: “Avere una buona legge sulla GPA significa tutelare tutti”

Filomena Gallo, avvocato e segretario dell’associazione Luca Coscioni, ha scritto insieme ad altri esperti e associazioni una delle proposte di legge. E spiega: “Le buone leggi fanno bene a tutti, nessuno si vedrà imporre una gestazione per altri o dovrà accedere a un percorso che non vuol fare. Ma chi vorrà, avrà la certezza che non ci sarà nessuna forma di sfruttamento“.

Di seguito l’intervista de Il Fatto Quotidiano

Chi è contro sostiene che s’incentiva,con la depenalizzazione, una possibile mercificazione del corpo.

Le norme servono a creare un perimetro contro soprusi, violenze, illegalità e quindi a dare garanzie. Per i nati, per le donne e i futuri genitori. Abbiamo previsto l’istituzione di un registro delle gestanti per altri presso i l Consiglio superiore della Sanità, l’organo tecnico del ministero, affinché ciò che è stabilito nella legge venga rispettato. Così come abbiamo previsto che si possa ricorrere alla gpa massimo due volte o tre se per la stessa coppia. Questo per preservare la salute fisica e psicologica della gestante.

Un’altra obiezione è che è una pratica per ricchi.

Ora lo è: chi ha a disposizione dai 60 ai 100 mila euro, va all’estero. L’Italia è un Paese fortunato perché i bambini in stato d’abbandono sono pochissimi. Significa che l’idea di famiglia è molto forte.

Un punto discusso al convegno è la possibilità di ripensamento: spaventa chi vorrebbe intraprendere questo percorso.

È una tutela prevista in tutte le legislazioni. Al convegno è intervenuta una gestante che ha detto: “Ho chiesto che i nati fossero messi in un’altra stanza“. Siamo esseri umani non macchine, è una questione di relazioni. Bisogna fare i conti con le emozioni: non si può non tener conto di situazioni in cui la gestante decide di revocare il consenso. E un rischio, che però c’è in qualunque gravidanza.

Cercherete un’interlocuzione con il legislatore?

L’obiettivo è trovare tanti parlamentari che siano disposti non solo a depositare, ma anche a difendere il testo. Abbiamo scelto di fare questo incontro fuori dal Parlamento invitando anche i parlamentari, per confrontarci, anche con le donne che non sono in grado di portare avanti, per patologie diverse, una gravidanza e per cui queste tecniche sono nate, ma anche con le coppie dello stesso sesso che hanno necessità di queste tecniche. La scienza dà risposta anche alle coppie dello stesso sesso: come si fa a ignorare il loro desiderio di famiglia?

Nata a Prato nel 1987, laureata in “Studi Internazionali” presso l’Università degli Studi di Firenze con una tesi sui “child soldiers”, ha  successivamente conseguito una laurea specialistica in “Istituzioni e Politiche dei Diritti Umani e della Pace” presso l’Università degli Studi di Padova, redigendo una tesi sperimentale sulla dispersione scolastica nelle periferie di Napoli e Palermo. Nel marzo 2016 ha inoltre conseguito un Master di II Livello in “Geopolitica e Sicurezza Globale” presso l’Università La Sapienza di Roma con una tesi dal titolo “Diritto internazionale e Geopolitica: teoria e prassi dell’ingerenza umanitaria. Focus sulla Libia“. Dopo aver profuso impegno nel campo della cooperazione internazionale e dei diritti umani con stage presso alcune NGOs del settore, dal marzo 2015 lavora presso l’Associazione Luca Coscioni.