“Filmato che istiga al suicidio. E’ apologia”

Avvenire
Luca Liverani

Una voce sofferente, schiacciata dall`angoscia. Note malinconiche di piano. Un uso sapiente dello sfocato. «Io sono morta il 13 aprile», dice Piera Franchini raccontando la diagnosi di tumore al fegato. «Mi hanno aperto e richiuso. Poi un altro medico mi ha detto: si può andare in Svizzera. Chi può arrogarsi questo diritto se non io? Mi danno da bere una bibita e uno si addormenta. Poi basta». È un vero e proprio spot al suicidio assistito, quello con cui l`Associazione Luca Coscioni e i Radicali lanciano la raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare di legalizzazione dell`eutanasia. L`interprete è stato cercato con un annuncio in rete: «A.A.A. Cerchiamo malati terminali». «Se soffri di un male incurabile e sei interessato a partecipare come testimoniai di una campagna a favore di una legge che rispetti ogni scelta di fine vita, contattaci». Ad accompagnare Piera, suicidatasi il 3 maggio, è stato Marco Cappato dell`Associazione Luca Coscioni. «Un video che genera angoscia e smarrimento commenta l`associazione Scienza&Vita – e che è la resa di un umanesimo ormai sconfitto. Non si può spettacolarizzare il dolore per fini ideologici. Occorre invece sostenere il malato con le cure palliative e l`accompagnamento dei familiari», dice la vicepresidente Paola Ricci Sindoni. «Siamo tra l`apologia e l`istigazione al suicidio – afferma il direttore del Centro bioetica della Cattolica Adriano Pessina: «Piera è duplice vittima, della sua malattia e dello sfruttamento mediatico dei radicali». Di«strumentalizzazione dell`angoscia» parla anche il presidente di Mcl Carlo Costalli: «La vita è un valore indisponibile, certi crinali, se superati,sono senza ritorno». Molte le voci da Lista Civica. Per Paola Binetti «il tempismo dei radicali, all`insediamento del governo, suona come un avvertimento». «Non banalizziamo il valore della vita, con un bicchiere d`acqua che si porta via il dono più bello che abbiamo», concorda Antonio De Poli. «Invece di essere aiututati a morire, i pazienti hanno bisogno di accompognamento, sostegno, speranza, cura», chiosa Gian Luigi Gigli. Per il Pdl parla Eugenia Roccella. «Passeremo dalla società che cerca di farsi carico di ogni persona a una che si libera della responsabilità dell`altrui sofferenza». «Questo – commenta Maurizio Gasparri – è lucrare sul male altrui». 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.