
Un avvocato o meglio un «curatore speciale» che difenda, testualmente, «gli interessi dei concepiti e dei non ancora concepiti» nei procedimenti civili collegati alla procreazione medicalmente assistita.
È la nuova frontiera del Movimento per la Vita, che, dopo l’ultimo colpo inferto alla legge 40 dalla Corte Costituzionale, cerca un modo per riprendere l’iniziativa. Lo farà domenica scendendo in piazza a Roma per l’ennesima marcia nazionale contro la legge 194.
E lo ha fatto ieri con una proposta di legge piuttosto «fantasiosa», come chiosa l’Associazione Luca Coscioni. Scritta da Carlo Casini, il promotore della petizione “Uno di noi sui diritti del nascituro”, candidato alle europee del Ncd insieme al ministro della Sanità Beatrice Lorenzin. E presentata alla Camera dal duo Binetti-Roccella, per introdurre nell’ordinamento una nuova figura: il «curatore speciale dei concepiti e dei non concepiti», una sorta di avvocato difensore dei diritti del nascituro. Al quale si affianca la possibilità per le associazione che «hanno lo scopo statutario di difendere gli interessi e i diritti dei nascituri concepiti e dei quali si intende determinare il concepimento» di intervenire nei procedimenti che riguardano la procreazione assistita.
Una proposta di legge-manifesto, rilanciata alla vigilia delle elezioni europee. Con cui, al grido «dare voce al nascituro», i firmatari provano a riscrivere la storia giudiziaria degli ultimi dieci anni. Se la legge 40 è stata smontata pezzo per pezzo nelle aule dei tribunali, fino alla sentenza della Consulta che ha riconosciuto alle coppie sterili il diritto ad accedere anche alla eterologa, secondo loro è perché «la voce del nascituro è stata totalmente assente» in quelle aule, dove, secondo la Roccella, si è svolta «una offensiva programmatica della magistratura» contro la legge 40.
Resta l’ultimo baluardo, l’articolo 1, «a tutela dei diritti del concepito», ossserva malinconica l’ex sottosegretaria del governo Berlusconi. «È finita l’epoca dell’eccezione italiana», sospira Roccella, guardando con scetticismo a quello che l’attuale parlamento potrebbe partorire in materia di fecondazione assistita. «Un tempo la sinistra non aveva la maggioranza su questi temi», spiega. Adesso, chissà.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.