PESCARA – “La libertà di scelta è il dono più grande che abbiamo avuto. Libertà vuol dire decidere di vivere e anche di morire. Noi non lavoriamo per la morte, ma per una vita libera. L’Italia ormai è un Paese maturo per una legge sulla libertà e che non faccia proibizionismo”.
Così Mina Welby, co-presidente dell’associazione ‘Luca Coscioni’, a Pescara per presentare la legge di iniziativa popolare per legalizzare l’eutanasia.
Tre i convegni promossi in Abruzzo: oggi pomeriggio nel capoluogo adriatico, domani a Sulmona (L’Aquila) e dopodomani all’Aquila.
Nel corso delle iniziative sarà anche possibile firmare la proposta di legge ed avere la certificazione della firma. Ad oggi sono state raccolte circa 27mila firme; ne servono 50mila entro il 15 settembre.
I tre incontri abruzzesi sono stati presentati stamani in conferenza.
Presenti, oltre alla Welby, Liana Moca dell’Uaar dell’Aquila, Roberto Di Mascidell’associazione Radicali Abruzzo e Nicola Occhionero di Exit-Italia Abruzzo e Molise.
Ai convegni – incentrati su politica, bioetica e medicina – prenderanno parte, tra gli altri,Carlo Troilo, autore del libro ‘Liberi di morire’.
Una fine dignitosa nel Paese dei diritti negati’, e i consiglieri regionali Riccardo Chiavaroli(Pdl) e Giovanni D’Amico (Pd), assieme a docenti universitari ed esperti del settore.
La proposta di legge di iniziativa popolare, denominata ‘Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell’eutanasia, è stata promossa dall’associazione Luca Coscioni, dall’associazione Radicali Italiani, dall Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti), da Exit-Italia e da Gli amici di Eleonora Onlus.
“La politica – ha detto Welby – deve capire come orientarsi e fare un sunto buono che poi diventi legge.
La nostra è una battaglia trasversale: hanno già firmato rappresentanti di ogni partito politico, che vorrebbero essere un esempio. Non faccio altro che portare in giro il messaggio di Piergiorgio Welby che prima di morire mi aveva chiesto di andare avanti sulle proposte per cui lui e Luca Coscioni si erano battuti – ha concluso – in materia di ricerca scientifica e di libertà”.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.