Eutanasia legale

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Il Manifesto
Matteo Mainardi

Sei mesi fa Marco Cappato accompagnò Piera in Svizzera. Piera voleva porre fine a quel dolore insopportabile che le scandiva il cammino verso la morte: un cancro al fegato, non più operabile, la stava divorando. Un giorno Piera lesse della campagna dell`Associazione Luca Coscioni «A.A.A. malato terminale cercasi» e quel giorno stesso 
decise di affrontare la sua ultima battaglia. Abbandonò l`idea della fuga solitaria verso la fine per battersi per chi, come lei, si sarebbe trovato nella condizione terminale in piene facoltà psichiche. Piera, non accettando che persone terze prendessero decisioni sul suo corpo, nei suoi ultimi momenti ha voluto girare il video che ha commosso l`Italia e rispolverato, seppur per poche ore, il dibattito sulla legalizzazione dell`eutanasia. È per Piera e per le persone come lei, per l`urgenza di porre fine all`esilio dei malati terminali, 
alla clandestinità dell`eutanasia, alla morte opportuna – come la definiva Welby – riservata ai benestanti che i Radicali hanno deciso dì raccogliere almeno 50mila firme e depositare in parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare, attivando la 
campagna EutanasiaLegale.it. Piera ha gettato il sasso nello stagno e oltre 35 mila cittadini si sono già attivati. La proposta verrà depositata a settembre. 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.