Eluana, la lettera segreta

L’Espresso

C’è una lettera finora mai divulgata che imbarazza il governatore del Friuli Venezia Giulia. Renzo Tondo. Lui, carnico come Beppino Englaro, ma beriusconiano del Pdl, s’è sempre vantato di essere stato al fianco del padre di Eluana nel difficili giorni del trasferimento a Udine e della morte della donna rimasta in stato vegetativo per oltre 17 anni. Una voce contro nel pianeta del centcodestra schierato in blocco contro lo stop all’idratazione forzata. Eppure dagli archivi della clinica “La Quiete” dove Eluana fu ricoverata e morì,  il 9 febbraio 2009, spunta una missiva ufficiale che scoperchia una verità diversa. Quello stesso governatore Tondo che, non più di un anno fa, rivendicò il proprio ruolo di uomo libero (Posso usare una metafora? Sembrava un gomitolo di lana, raggomitolata su se stessa, disse al ‘Corriere” parlando di Eluana) chiese invece formalmente alla clinica di bloccare il protocollo che aveva sospeso terapie e nutrizione per Eluana. La data è l’8 febbraio 2009, il giorno prima della morte della donna. L’intestazione è ufficiale: “Regione autonoma Friuli Venezia Giulia . Il presidente “. Una lettera protocollata il 9 mattina con codice 739. Scrive Tondo alla presidente della struttura: “La informo di aver richiesto alla competente Azienda peri Servizi sanitari di procedere alle succitate verifiche con assoluta urgenza. Le chiedo nel contempo dl voler valutare l’opportunità di sospendere l’attuazione del protocollo al fine di consentire le necessarie verifiche e l’eventuale assunzione dl conseguenti provvedimenti-. Una lettera inviata dopo l’incontro con Berlusconi e l’allora ministro Maurizio Sacconi in Veneto all’inaugurazione del Passante di Mestre. Una lettera che obbediva al diktat del capo. E che trapela solo adesso.

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