E dopo il referendum, comunque vada, a Roma…

“Occorre sin d’ora prepararsi al “dopo” -avverte il leader radicale Marco Pannella. Quelli che saranno i risultati, di vittoria o di sconfitta, alcuni ricercatori, scienziati, vicino all’Associazione Luca Coscioni, coordinati con il movimento radicale, hanno gia’ proposto l’autoconvocazione per il 17, 18 e 19 giugno di una grande Assemblea Nazionale per comprendere come governare la vittoria o come rilanciare la lotta in caso di sconfitta. Subito. Occorre per questa autoconvocazione che vi siano almeno mille promotori che dichiarino di sostenere e di partecipare a questa iniziativa. Sui siti radicali vi sono tutte le informazioni necessarie. Perche’ la vittoria civile continui”.

Dal sito old.associazionelucacoscioni.it la presentazione dell’iniziativa:

Cara amica, caro amico,
l’esito dei referendum del 12-13 giugno realizzera’ -in positivo o in negativo- una svolta storica per il nostro Paese, in particolare rispetto all’affermazione della liberta’ di coscienza e di ricerca scientifica, della liberta’ di manifestazione del pensiero e della liberta’ religiosa.
In caso di mancato raggiungimento del quorum, le burocrazie partitiche e vaticane che hanno lanciato l’offensiva antireferendaria -occupando sia le istituzioni che i mezzi di informazione- ne riscuoteranno i dividendi in termini di ulteriore soffocamento degli spazi di liberta’ personale, civile e politica dei cittadini italiani, e in particolare dei cittadini cattolici.

In caso di successo referendario, si apriranno invece scenari e prospettive di riforma laica e liberale, anche se dovremo prepararci a battere i tentativi di tradimento della volonta’ popolare e della Costituzione, come gia’ accaduto tante volte in passato con i successi referendari, dall’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti alla riforma elettorale maggioritaria.

Per questo, abbiamo deciso, di promuovere un grande appuntamento pubblico che sia in grado di immaginare e realizzare -subito dopo il voto referendario- risposte adeguate. Dal 17 al 19 giugno vogliamo riunire a Roma un’assemblea che sara’ convocata solo se sara’ garantita la presenza di almeno 1.000 partecipanti, cioe’ di mille persone che, entro domenica 5 giugno, ci abbiano fatto pervenire il preannuncio della partecipazione e il versamento di almeno 50 euro. E questa condizione di mille partecipanti e’ posta proprio per garantire che si tratti di un’assemblea capace di assumersi in modo non velleitario impegni ed obiettivi all’altezza della situazione post-referendaria.

Trentuno anni fa, nel 1974, il successo referendario sul divorzio apri’ la porta non solo ad altre conquiste storiche (la legalizzazione dell’aborto, e quindi la sconfitta della piaga dell’aborto clandestino; la riforma del diritto di famiglia; il voto ai diciottenni…), ma fece scoprire al mondo un’Italia diversa, di cui tanti neppure sospettavano l’esistenza. La stampa internazionale titolo’ su un’imprevista e bellissima Italia laica e occidentale, emancipata da ipoteche oscurantiste, autoritarie, antimoderne.

Anche stavolta l’attenzione sara’ fortissima. Di cosa parlera’ il mondo il 14 giugno? O di un’Italia che si sara’ confermata all’altezza di quelle acquisizioni civili, rinnovando una tradizione di tolleranza, e facendo conquistare a tutti (anche agli sconfitti nel voto) una liberta’ in piu’; oppure, per la prima volta dopo decenni, della riscossa, della prepotente rivincita di una minoranza fondamentalista, incapace di convincere la maggioranza dei cittadini (e meno che mai, dei cattolici italiani), ma in grado -questo si’- di far vincere un riflesso di indifferenza, di disinteresse, di astensione.
Altre volte nella storia, la “piccola” e “marginale” Italia ha regalato al mondo cose rilevanti, incluse grandi tragedie. Anche stavolta, la posta in gioco non e’ e non sara’ solo italiana: puo’ partire dall’Italia, in un senso o nell’altro, un messaggio davvero globale.

Nessuno scontro tra “laici” e “cattolici”, dunque: anche perche’, in tutti questi decenni, i cattolici italiani hanno sempre votato dalla parte delle liberta’, distinguendo tra le proprie personali opinioni e la necessaria laicita’ delle leggi dello Stato. Ma un confronto duro tra i liberali da una parte (laici e credenti), e gli integralisti dall’altra, desiderosi di imporre una coincidenza tra “peccato” e “reato”, tra “articoli di fede” e “articoli di legge”.

Ecco perche’ e’ necessario e urgente, in entrambi i casi, prepararsi a governare politicamente gli esiti del voto referendario. E i “mille” concreti preannunci di partecipazione costituirebbero la garanzia anche di presenze “altre” rispetto a quelle che da settimane o da una vita assicurano le risorse umane ed economiche per l’iniziativa radicale: l’assemblea infatti si terra’ solo se insieme a loro ci saranno, ad esempio, centinaia di donne e uomini delle scienze e della cultura, di credenti, di ricercatori ed accademici, di medici e persone malate che -come Luca Coscioni- scelgano di fare della propria situazione di debolezza fisica una occasione e una condizione di forza politica, cittadine e cittadini non rassegnati al degrado politico, civile e democratico in atto.

Mauro Barni, Gilberto Corbellini, Giulio Cossu, Luca Gianaroli, Claudio Giorlandino, Armando Massarenti, Luigi Montevecchi, Mirella Parachini, Donatella Poretti

Aderisci qui all’iniziativa.