Chi aiuta un malato a morire rischia fino a 15 anni di carcere. «Omicidio del consenziente»: così lo Stato italiano considera ogni eutanasia. Chi dice che una legge non serve, e al tempo stesso sostiene di voler tenere lo Stato fuori dalle scelte del malato e dei suoi cari, o non conosce la legge vigente o finge di non conoscerla.
Una buona legge, che depenalizzi l’eutanasia definendo in modo chiaro a quali condizioni una persona può essere aiutata a morire, serve per distinguere un atto di amore, finalizzato a interrompere sofferenze insopportabili, da un atto criminale, perpetrato per disfarsi di un malato. Sostenere che una legge non sia necessaria significa fingere di ignorare che le persone più vicine al malato possono entrare in conflitto tra loro e con lo stesso malato.
Solo una legge può stabilire che la decisione spetti al malato e che sia un dovere rispettarla. Da un anno e mezzo la nostra proposta di iniziativa popolare attende di essere discussa. Finora i Parlamentari si sono rifiutati di riconoscere la realtà dell’eutanasia clandestina, come era accaduto per l’aborto fino alla legalizzazione. Ma la gente è più avanti di loro.
Marianna Madi: “Decida chi ci ama”
Ospite di Daria Bignardi, il ministro Madia ha detto: «La morte di mio padre più che sul diritto all’eutanasia mi ha fatto riflettere su quanto il confine tra vita e morte sia complicato da definire. Quando si è discusso sul fatto che si dovesse fare o no una legge, mi piaceva quella parte minoritaria che diceva che forse è meglio non fare leggi, e lasciare una zona grigia, affidare alla comunità amante di quella persona il discernimento di quel passaggio misterioso che solo chi ti ama e chi ti sta curando può scegliere per il tuo bene, senza essere giudicato. È una regolamentazione delle coscienze. Ogni caso è a sé e una legge è troppo rigida; ogni caso è troppo diverso per essere inquadrato in una legge. È solo chi ti ama e chi ti sta curando che può sapere cosa è bene per te. E nessuno si deve permettere di giudicare le sue scelte».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.