WASHINGTON – Stop inatteso e alla ricerca sulle staminali. Una corte federale statunitense ha bloccato infatti in via preliminare i finanziamenti pubblici alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, sostenendo che gli studi comportano la distruzione di embrioni umani. La corte ha accolto l’istanza presentata in giugno da un ricercatore che si oppone alle nuove linee guida emanate dall’amministrazione Obama. Il 30 luglio scorso la Fda, l’agenzia americana per la sanità, aveva dato il via libera a test clinici sull’uomo di cellule staminali derivate da embrioni. Le procedure sarebbero state sviluppate dalla Geron Corporation e dall’università californiana di Irvine, in alcuni pazienti con danni al midollo spinale. I test, già approvati nel 2009, furono stoppa- ti per la scoperta di cisti nei topi trattati. La Geron ha in seguito migliorato la tecnica per rendere più pure le nuove cellule. L’impulso alla ricerca sulle staminali embrionali era venuto da Barack Obama nel 2009, quando rimosse i limiti al finanziamento pubblico alle ricerche di questo tipo, decisi nel 2001 dal suo predecessore George W. Bush e ribaditi in un ordine presidenziale il 20 giugno 2007. «L’America guiderà il mondo verso le scoperte che questo tipo di ricerca potrà un giorno offrire», aveva detto Obama in quella occasione. «Ma la nostra amministrazione – aveva puntualizzato – non aprirà la porta all’uso della clonazione per la riproduzione umana. E’ pericoloso, profondamente sbagliato, e non ha un posto nella nostra società, o in alcuna società». Il presidente Usa aveva poi sottolineato di non poter «promettere che troveremo i trattamenti e le cure che cerchiamo», ma aveva garantito che la sua amministrazione farà tutto il possibile per favorire la ricerca, agendo «in modo attivo, responsabile e con l’urgenza necessaria per recuperare il tempo perduto». Ma ieri è arrivato l’ennesimo stop.
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