Biobanche, queste sconosciute. Già, perché in Italia la donazione del sangue del cordone ombelicale -vera "miniera" di cellule staminali adulte, funzionali a donazioni verso persone affette da malattie curabili con questo intervento biomèdico – rimane una cenerentola tristemente trascurata dalla popolazione e anche dalla prassi medica.
Per questo motivo una serie di soggetti attivi in questo campo – sia istituzionali che di volontariato – ha lanciato una campagna dì formazione segmentata in incontri al Nord, Centro e Sud Italia per far fronte al deficit di informazione su tale aspetto: nel nostro Paese oggi meno del 10% dei parti prevede la donazione in biobanche del sangue cordonale. Così il 18 settembre sono state 35 le ostetriche – il numero di partecipanti era limitato a questa cifra, ma le richieste sono state ben il doppio: segno di un interesse quanto mai diffuso – che hanno partecipato al corso di formazione per la raccolta del sangue cordonale. L’iniziativa è stata promossa congiuntamente da FNCO (Federazione nazionale consigli ostetriche) e da Adoces (Associazione donatori cellule staminali), grazie all’appoggio del Movi, Movimento del volontariato italiano. A Venezia c’è stata la prima tappa di tale percorso; il 15 ottobre si replicherà a Reggio Calabria, mentre a dicembre (la data è ancora da definire) sarà la volta di Roma. Ma cosa motiva una formazione capillare sul territorio rispetto al tema della raccolta e donazione in biobanche pubbliche del sangue del cordone ombelicale, procedimento che si effettua al momento del parto? Risponde Alice Bandiera, vice presidente di Adoces: «I’auspicio è che le varie realtà operative (istituzioni e volontariato) promuovano costantemente un aggiornamento che segua l’evoluzione tecnico-scientifica e normativa, permettendo performance di alta qualità». Insomma, serve un cambiamento di marcia sul fronte della raccolta-donazione del sangue cordonale nel nostro Paese. E a tale fine tende questo corso articolato in tre sedi. Lo dicono gli stessi dati forniti da Adoces e Fnco: nel 2008 si sono effettuatali 140 trapianti di cellule staminali emopoietiche, un dato in crescita rispetto alle 103 dell’anno precedente. Ne hanno beneficiato pazienti che non avevano in famiglia un donatore compatibile. Ma c’è molto da fare sul piano della donazione: il ministero della Salute ha spiegato che per far fronte alle richieste dovrebbero essere triplicate le 20 mila unità disponibili attualmente nelle biobanche. Particolarmente evidente la disparità territoriale di disponibilità: nel Nord Italia vi sono 15.162 unità, al Centro solo 3.574, al Sud appena 1.487.