Consultori familiari: le proposte di riforma ora sono due

Da martedì le proposta di legge di riforma dei consultori familiari sono due. Una della destra, quella della consigliera Tarzia, e l’altra della Rodano per l’Italia dei Valori presentata martedì in commissione lavoro e politiche sociali della Pisana.

E mentre il presidente della commissione, Maurizio Perazzolo (Lista Polverini), ritiene fondamentale ascoltare tutti i soggetti interessati per giungere a un testo che sia il più possibile condiviso, procede l’esame della proposta di legge regionale n. 21 del 26 maggio 2010, "Riforma e riqualificazione dei consultori familiari". La prima firmataria del provvedimento, la consigliera Olimpia Tarzia (Lista Polverini), martedì ha illustrato il provvedimento alla Commissione, mentre oggi proseguono le audizioni degli altri assessori alle politiche sociali delle provincie del Lazio, dopo quella dell’assessore provinciale di Roma, Claudio Cecchini, che si era sostanzialmente dichiarato contrario alla proposta di modifica della legge sui consultori. Saranno anche ascoltati gli assessori competenti in materia dei comuni capoluogo. Per quanto riguarda la proposta Rodano, Perazzolo ha detto che se ne discuterà in ufficio di presidenza della Commissione.

La Tarzia ha spiegato che la sua proposta di legge «nasce dall’esigenza di ridare ai consultori familiari una connotazione sociale che si è andata perdendo nel tempo, mentre è rimasta quella sanitaria». Mentre sul tema dell’aborto ha sottolineato che la finalità principale del provvedimento è la tutela sociale della maternità. Secondo la consigliera di maggioranza la proposta di legge non va a intaccare la 194. Piuttosto, rende obbligatoria la parte preventiva della 194 che di fatto non è stata mai applicata quando parla della possibilità di offrire delle alternative all’aborto. La relazione della consigliera Tarzia è stata preceduta da una lunga serie d’interventi dei consiglieri di opposizione che hanno sollevato anche diverse questioni di natura procedurale. Per Ivano Peduzzi (Prc) e Tonino d’Annibale (Pd) restano prioritari i temi del lavoro, non certo la riforma dei consultori familiari. D’Annibale ha anche contestato il metodo seguito dalla commissione "del doppio binario", vale a dire di procedere con l’esame del provvedimento parallelamente alle audizioni. «Sarebbe più corretto sentire i soggetti interessati prima di procedere con la discussione», ha detto il consigliere del Pd.

 

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