Il patriarca di Venezia Angelo Scola riflette sul confronto tra chiesa e laici sul tema dell’aborto e dei diritti degli omosessuali in un’intervista a Il Corriere della Sera. “Si tratta di pensare ex non una teoria della laicità”, dopo il fallimento del referendum e le reazione che “lasciano l’amaro in bocca”. “Si tratta di attuare una pratica e di ripensare ex novo una teoria della laicità. Dobbiamo impegnarci con pazienza a rivedere le cose” spiega Scola.
“L’unica strada – spiega il patriarca – è la costruzione rapida e pacifica di un terreno comune, in cui le autorità costituite operino come garanti di una pluriforme società civile”. Sull’aborto il patriarca ribadisce la posizione della chiesa: “Noi consideriamo l’aborto un atto intrinsecamente cattivo” spiega. “Per quanto riguarda l’assetto legislativo del nostro Paese, qui occorre essere capaci di quel confronto appassionato, di quella nuova laicità di cui l’Italia ha bisogno e che può essere un segno per l’Europa” osserva Scola.
Un altro tema di confronto devono essere i Pacs. “Io dirò che non è questo il modo migliore per venire incontro alle questioni sollevate dagli omosessuali” spiega. “Discutiamone troviamo la strada per garantire diritti – se e quando sono diritti – di tutti senza inficiare un istituto fondamentale come il matrimonio e la famiglia” aggiunge.
Chiesa/Scola: riaprire il confronto su aborto e pacs
Serve un patto per una nuova laicità. Corriere della sera