Cagliari/Testamento biologico, ora c’è il registro

Marcello Cocco

testamento biologicoPer ufficializzare le proprie volontà una telefonata, due colloqui e la firma su un documento. «Sarò il primo ad iscriversi», annuncia Graziano Milia. Il presidente della Provincia è soddisfatto dell’iniziativa del suo ente: l’istituzione del registro dei testamenti biologici.

«Siamo i primi in Italia», afferma. In effetti, la Provincia di Pisa è stata superata in volata, visto che in Toscana si è fermato tutto per le elezioni; in dirittura d’arrivo c’è, invece, un’iniziativa analoga a Rimini. L’INIZIATIVA Nei giorni scorsi, la Giunta ha approvato la delibera che istituisce il registro. E che regola anche il funzionamento dello stesso: da questa settimana, è attivo un apposito ufficio (in via Cadello 9/b) in cui i cittadini possono recarsi, dopo aver preso appuntamento telefonico (allo 0704092773) per avere informazioni. Dopo questo incontro, ne seguirà un altro nel corso del quale l’interessato sottoscriverà, insieme al suo fiduciario, la dichiarazione di volontà sui trattamenti sanitari. Una dichiarazione che viene fatta usando un apposito modulo predisposto dalla Provincia: saranno, in particolare, specificate le volontà del dichiarante sulla volontà o meno di essere sottoposto a determinate terapie in caso di malattie e lesioni traumatiche irreversibili o invalidanti. L’IDEA La decisione di creare il registro è nata qualche mese fa, nel corso di un convegno organizzato dall’associazione universitaria Orizzonti nuovi nel corso del quale parlò, tra le altre, Mina Welby. È nata l’idea di portare il tema in Provincia: il consigliere dell’Italia dei Valori Sandro Cancedda ha preparato una proposta che, appunto, è stata accolta dalla Giunta. LE REAZIONI Una scelta nata anche dalla volontà di stimolare il Parlamento che, nei prossimi mesi, dovrà occuparsi del tema del testamento biologico e dei trattamenti sanitari. «Auspichiamo che si legiferi in tempi brevi», afferma l’assessore alle Politiche sociali Angela Quaquero. In pratica, se dovesse essere codificato il testamento, Cagliari sarebbe già pronta. «Sono convinto», sostiene Milia, «che il Parlamento non possa non scrivere una legge che tenga conto di questo accade nel resto del mondo». I lavori parlamentari sembrano lasciar intravedere scenari diversi. «Niente di eversivo nella nostra scelta. Anche perché nella giurisprudenza, chiamata ormai sempre più frequentemente a interpretare le leggi, si sta consolidando la tendenza a tenere conto delle volontà dei cittadini». Il primo passo è stato fatto: ora resta da vedere che cosa accadrà in seguito. E anche quali saranno le reazioni del “vicino di casa” della Provincia, l’arcivescovado cagliaritano.