Biotestamento, il nuovo scontro con Fli

C. L.

ROMA. Non sarà certo uno scontro duro come quello sulle intercettazioni, ma quando a settembre la Camera riaprirà i battenti ad agitare ulteriormente le acque tra finiani e Pdl ci sarà anche la legge sul testamento biologico. Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ieri ha messo l’argomento tra i cinque temi bioetici su cui il governo non intende fare alcun passo indietro: «Sono argomenti su quali non ci siamo mai assopiti», ha ricordato facendo l’elenco: oltre al biotestamento, ricerca e etica, disabilità, cellule staminali e la vita «al momento dell’inizio, vale a dire aborto. Sacconi infine ha attaccato i registri istituiti da alcuni comuni per la raccolta delle dichiarazioni anticipate sul trattamento di natura medica, definendoli «inutili e pericolosi». Per i finiani, che hanno sempre criticato duramente il testo Calabrò licenziato dal Senato e dalla commissione Affari sociali della Camera, è come l’annuncio di un nuovo scontro. «L’argomento non è tra quelli che fanno parte del programma di governo e nella maggioranza ci sono posizioni diverse», commenta diplomaticamente Benedetto Della Vedova, vicecapogruppo di Futuro e libertà alla Camera. Che poi però non rinuncia alla stoccata: «Il paradosso è che il Pdl voterà con l’Udc e nessuno griderà allo. scandalo». Quel che accadrà una volta che la legge sarà stata calendarizzata è ancora tutto da vedere. I punti più controversi riguardano gli articoli in cui alimentazione a idratazione non vengono considerate terapie, sancendo così l’impossibilità di interromperle. E il mancato rispetto della volontà espressa del paziente. «Noi – prosegue Della Vedova – siamo pronti a fare un passo indietro verso una legge che dica no all’accanimento terapeutico e no all’eutanasia». Anche a costo di votare con l’opposizione? «Se si trova una posizione comune…». Il governo ha anche annunciato la presentazione di un piano federale per la vita. «Lunedì – ha detto il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella – presenteremo al parlamento l’ultima relazione sulla 194 da cui si evince che i dati sull’aborto continuano a scendere». Questo però non impedisce al governo di tentareancora una volta di ostacolare il ricorso alla Ru486, «Serve un’azione – ha infatti proseguito Roccella – affinché l’introduzione di nuovi metodi farmacologici non portino l’aborto a domicilio».