Biotestamento, Gianfranco cita il catechismo

gianfranco finiGianfranco Fini porge un ramoscello di ulivo all’Udc. Il presidente della Camera dal palco degli Stati generali dell’Udc a Chianciano apre sul biotestamento, tema caro ai cattolici. E legge un passaggio del Catechismo della Chiesa per esemplificare come debba essere il testo sul fine vita che uscirà dall’aula di Montecitorio: «L’interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie e spropositate ai risultati attesi può essere legittima.

Si ha la rinuncia all’accanimento terapeutico, non si vuole procurare la morte ma si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere del paziente se ne ha la competenza o da coloro che legalmente hanno il diritto rispettando ragionevole la volontà e gli interessi legittimi del paziente. Anche se la morte è considerata imminente le cure dovute non devono essere interrotte e l’uso degli analgesici per alleviare le sofferenze anche con il rischio di abbreviare i giorni è moralmente conforme alla dignità se la morte non è né un fine né un mezzo ma è prevista e tollerata corno inevitabile». Applaude la platea dei centristi. Il presidente vicario dei deputati Udc, Michele Vietti, accoglie con soddisfazione le parole del presidente della Camera: «E’ una buona base di partenza per una discussione parlamentare senza pregiudizi ideologici e forzature di schieramento».