Arriva anche un cane nello zoo degli animali clonati

E’ stato riprodotto in Corea, per la prima volta al mondo, dopo 123 tentativi falliti. Il veterinario: passo utile alle tecniche di cura con staminali

Dopo il micio Copycat ecco il cane Snuppy, ultimo nato della sempre più affollata famiglia dei mammiferi clonati. E’ la copia di un levriero afgano, concepito da una madre surrogata di razza Labrador e creato in laboratorio da Hwang Woo Suk, il veterinario coreano che per ottimizzare le tecniche sull’uomo (pochi mesi fa l’annuncio delle prime linee di staminali su misura, prese da un embrione clonato) si allena con gli animali. E Snuppy è un altro primato. Nessuno era mai riuscito a duplicare un cane per le difficoltà legate alla maturazione in vitro dell’ovocita che poi deve essere svuotato e riempito col nucleo della cellula adulta del quattrozampe da riprodurre, secondo il metodo utilizzato per la pecora Dolly . La ricerca è riportata su Nature . Woo Suk è convinto di aver superato un altro ostacolo: «E’ un passo fondamentale verso l’obiettivo di curare con le staminali ottenute con clonazione terapeutica malattie oggi senza trattamenti efficaci». Il cucciolo deve il suo nome non all’assonanza con Snoopy, il cane di Charlie Brown, ma all’acronimo di Seul Nationale University Puppy. E’ nata con parto cesareo lo scorso 24 aprile dopo 123 trapianti di embrione falliti e 1095 ovociti manipolati. Numeri che indicano gli ostacoli incontrati dagli sperimentatori. Alla fine sono state ottenute tre gravidanze e due sono arrivate a termine, ma solo Snuppy è sopravvissuto. Con equini e felini era stato dieci volte più semplice.
Cesare Galli, papà del primo toro, Galileo (che gode di ottima salute ma paradossalmente non riesce a riprodursi), e della prima cavallina clonati, spiega perché il cane richiede sforzi maggiori: «Gli ovociti anziché in provetta, devono essere lasciati maturare nell’ovaio delle cagne donatrici. Poi vengono prelevati con operazione chirurgica. Esperimenti non certo finalizzati al benessere dell’animale, credo che in Europa non sarebbero mai approvati». Snuppy si aggrega alla comitiva dei mammiferi clonati: pecore, topi, mucche, conigli, gatti, maiali, cavalli e muli, tutti figli del trasferimento nucleare, tecnica brevettata per primo da Ian Wilmut in Scozia. Non sorprende che sia stato proprio Woo Suk a riuscirci col cane. La Corea sta investendo cifre vertiginose nelle ricerche sulla clonazione per raggiungere il traguardo di quella terapeutica.