Da "Marcia nazionale per la vita" a marcia delle polemiche. Perché lungo i Fori Imperiali non c’erano, ieri mattina, solo migliaia di persone (15mila per gli organizzatori) per il corteo "pro-life" e "contro l’aborto" ma anche il peso di tutte le accuse che lo hanno accompagnato negli ultimi tre giorni. La prima polemica era scoppiata venerdì quando il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, aveva annunciato non solo il patrocinio al corteo ma anche la sua partecipazione. A creare tensioni, poi, c’erano state le adesioni di Militia Christi e Forza Nuova, due movimenti di estrema destra: una presenza giudicata da alcuni "ingombrante" che ha portato la senatrice del Pd, Maria Pia Garavaglia, a fare dietrofront. Una "Marcia nazionale per la vita" accolta per la prima volta ieri a Roma dopo le prove generali, lo scorso anno, a Desenzano, che si è aperta davanti al Colosseo alle9 perraggiungereCa-stel Sant’Angelo alle 11.30. Nel mezzo i contro-striscioni delle femministe, i volantini pro legge 194 disseminati lungo le strade e vicino ai monumenti durante blitz notturni.
E poi le polemiche: con alcuni esponenti del Pd che hanno accusato il sindaco di aver riportato la città in un’epoca «medievale». Dal canto suo Alemanno, che ha guidato la marcia con tanto di fascia tricolore, a chilo accusava ribatteva: «Il messaggio è che nessuna famiglia o donna deve essere costretta a rinunciare a un figlio. E a quelli che si sono risentiti dico di cercare almeno di applicare tutta la legge 194 legata alla prevenzione che troppo facilmente viene dimenticata». Mentre a sfilare per le vie del centro di Roma c’erano giovani, anziani, famiglie, preti e suore, provenienti non solo da tutta Italia ma anche da Francia, Spagna, Polonia e Nigeria (tra i partecipanti anche i senatori Maurizio Gasparri e Stefano De Lillo e i deputati Paola Binetti e Sandro Oliveri). Migliaia di persone che cantavano slogan a favore della vita e mostravano cartelli per esprimere il loro dissenso verso quello che hanno definito un "Omicidio di stato". E poi le altre scritte: "Più nascite meno aborti", "L’aborto è violenza, è omicidio", "Basta genocidi silenziosi" epoiancora" 194: già 5 milioni di morti". Perprotesta alcun e femministe, invece, hanno risposto con "Aborto clandestino profitto di milioni, è questa la morale di preti e padroni" e "Mybody is my choice". E se da una parte la marcia si è chiusa a Castel Sant’Angelo con altri striscioni a difesa della legge sull’aborto srotolati da una delle terrazze, dall’altra le accuse dell’opposizione sono andate avanti. Per il consigliere comunale del Pd Dario Nanni, che per primo nei giorni scorsi aveva criticato Alemanno, la partecipazione del sindaco «non rappresenta né l’adesione né l’opinione della stragrande maggioranza dei romani, cattolici e laici. Gli oscurantismi del sindaco non fanno parte della cultura e della tolleranza di Roma città aperta e democratica». E il deputato del Pd Giuseppe Fioroni su Twitter scrive: «Giusto manifestare per la vita ma bisogna operare per questo con fatti, che non si vedono a nessun livello tanto meno di Roma. I valori non si strumentalizzano eperil futuro nessuno pensi più che negazionismo e razzismo siano difesa della vita». A chiudere i commenti Mario Puiatti, presidente dell’Associazione Italiana per l’Educazione Demografica (Aied), per il quale la «vera lotta contro l’aborto è l’informazione sui metodi contraccettivi»