Annuncio choc: «Pronti al trapianto di cervello»

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Il Giornale
Monica Marcenaro

Solo in Italia ci sono migliaia di tetraplegici, persone che hanno perso l’uso degli arti per lesioni al midollo spinale. Pazienti che oggi non hanno speranze di recuperare l’uso di gambe e braccia. Eppure c’è chi promette, anzi garantisce, la possibilità di ricostruire la continuità del midollo. Non si tratta del primo venuto, bensì del neurochirugo piemontese Sergio Canavero che annuncia la possibilità tra un paio di anni di trapiantare la testa, proprio grazie all’uso di speciali materiali chimici che sarebbero in grado di ripristinare la funzionalità del midollo. Un simile trapianto è vietato dalla legge, ma la sperimentazione sulle scimmie è già iniziata e c’è da chiedersi quanto sia etica. «Tra un paio di anni saremo in grado di effettuare un trapianto di testa», ha dichiarato lo specialista torinese al settimanale Oggi. Si tratta di un progetto pubblicato sulla rivista online Surgical Neurology International e battezzato Heaven/Gemini, (ovvero Head Anastomosis Venture with Cord Fusion), nome che indica la possibilità di fondere due diversi tratti di midollo spinale, quello di un corpo donato, col moncone nel collo del soggetto ricevente. Il donatore del corpo e il candidato ideale per riceverlo sono rispettivamente «un individuo che ha purtroppo perso la vita per un trauma cranico puro, senza lesioni sostanziali a carico degli altri organi – spiega Canavero – o chi ha subito un ictus fatale; e il ricevente una persona affetta da una grave malattia neuromuscolare degenerativa o un soggetto tetraplegico».  

Per il neurochirugo «è possibile ricostituire la continuità del midollo spinale, punto cruciale dell’impresa, grazie a speciali materiali chimici (fusogeni o sigillanti di membrana) in grado di ripristinare l’integrità di un nervo tagliato e le sperimentazioni in laboratorio condotte nel mondo dal ’99 ne indicano l’efficacia in tal senso». «Al momento è fantascienza». Non usa perifrasi Giulio Maira, direttore dell’istituto di Neurochirurgia dell’ università Cattolica di Roma: «Il trapianto di testa è una notizia estremamente inattesa e mancano a oggi le basi sperimentali e di conoscenza che possano permettere di affermare tanto». «L’idea di Canavero è molto complicata da realizzare – ha precisato Maira – le lesioni al midollo sono un problema grave. Si è provato in tanti modi, ha aggiunto, a ripristinarne la funzione: con ponti biologici che permettono alle fibre nervose di crescere e riempire lo spazio lasciato dalla lesione, si è provato con le cellule staminali, ma per ora non ci sono risultati validi e siamo lontani da applicazioni cliniche». Maira rileva inoltre che, nell’articolo pubblicato, Canavero spiega di aver fatto esperimenti con macachi. «Ma è difficile passare dalla sperimentazione animale a quella sull’uomo – conclude l’accademico – senza contare i dubbi etici che una simile sperimentazione apre». «La legge sui trapianti vieta quello di cervello e di organi genitali», ricorda il presidente del Centro Trapianti Alessandro Nanni Costa. Che aggiunge: «E una questione di buon senso».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.