
Che cos’è, ma soprattutto, per chi è la scienza? Come possono trarre beneficio i cittadini dalla conoscenza scientifica? Qual è il nesso fra libertà politica, benessere economico e libertà della scienza? Sono solo alcune delle questioni dibattute a partire da domani, 14 novembre, al terzo Congresso mondiale per la libertà della ricerca scientifica, organizzato dall’Associazione Luca Coscioni presso la sede del Parlamento europeo a Bruxelles.
Benché rappresenti uno dei principali garanti della salute e del benessere dell’uomo, la libertà di ricerca scientifica continua a essere minacciata da spinte confessionali e oscurantiste, che assumono le forme più svariate: dall’opposizione ai programmi di vaccinazione antipolio in Pakistan a quella alle terapie farmacologiche per l’AIDS dell’ex-presidente sudafricano Thabo Mbeki, dal varo di leggi più o meno proibizioniste fino ai drastici tagli nei finanziamenti alla ricerca, e soprattutto a quella di base, che è in realtà il vero motore del progresso scientifico.
In un momento di transizione critico per tutte le economie del modo emerge con chiarezza la correlazione fra l’investimento in ricerca di un paese e la sua ricchezza in termini di PIL pro capite, ma emerge anche che la produttività della ricerca è strettamente collegata alla sua libertà. E non solo, perché – come è scritto nel Manifesto approvato durante il primo di questi Congressi – “la libertà di ricerca scientifica è parte del tessuto della teoria democratica, perché tutte le democrazie sono fondate sul valore della persona, sulla scelta individuale e sulla premessa che una delle prime e più importanti funzioni di un governo democratico è quella di preservare e promuovere la libertà di cittadini e non danneggiarli.”
Per capire quanto stretto sia il legame fra libertà della ricerca scientifica e libertà civili e politiche delle persone basta guardare alle difficoltà frapposte all’uso delle ricadute tecnologiche della scienza nei diversi paesi: sul sito del congresso sono riportati, nazione per nazione, i principali problemi aperti nel campo della biomedicina.
Per quel che riguarda l’Italia, per esempio, il nostro paese impone moltissimi divieti alle opportunità offerte del progresso biomedico che si tratti dei nuovi modi di nascere (no alla crioconservazione degli embrioni a fini riproduttivi; no alla donazione di sperma; no alla donazione di ovociti, no ad accordi di maternità surrogata; no all’accesso di coppie omosessuali e donne single alla riproduzione assistita), della ricerca di nuove terapie (no all’uso di pre-embrioni umani a fini di sperimentazione; no alla derivazione di nuove linee di staminali da embrioni soprannumerari lecitamente ottenuti grazie alla FIV leciti; no alla derivazione di nuove linee di staminali da trasferimento nucleare di cellule somatiche), o della gestione della propria morte (no all’eutanasia passiva; no all’eutanasia attiva; no al suicidio assistito).
Tasselli importanti per rimuovere gli ostacoli ideologici che si oppongono alla ricerca sono in primo luogo il miglioramento della qualità dell’istruzione scientifica, condizione indispensabile perché i cittadini possano sviluppare una propria opinione ponderata su questioni che lo investono in prima persona, ma anche la definizione di un chiaro indice che permetta di stabilire chiaramente il livello di libertà di ricerca in un paese (uno strumento che metterebbe in evidenza molte contraddizioni) e la discussione di problemi scottanti quale, per esempio, le regolamentazioni sulla brevettabilità del DNA.
Il programma dettagliato del Congresso – che vedrà fra gli altri gli interventi del premio Nobel per la medicina John Sulston, del bioeticista Hohn Harris, del neuroscienziato Piergiorgio Strata, dello storico della medicina Gilberto Corbellini, oltre a quello del coordinatore del Congresso Marco Cappato – può essere consultato sul sito dell’Associazione Luca Coscioni e all’indirizzo webhttp://www.freedomofresearch.org/.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.