Sul registro delle coppie di fatto il Comune tira dritto. Dopo l`intervista rilasciata dal cardinale Angelo Scola a Famiglia Cristiana, nella quale l`arcivescovo esprime la sua contrarietà al progetto annunciato dalla giunta Pisapia, a Palazzo Marino si riapre il dibattito ma la maggioranza non intende arretrare. «La posizione del cardinale non cambia la nostra – sottolinea l`assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino Massimo rispetto per Scola, ma noi andiamo avanti». Conferma il consigliere del Pd, Marilisa D`Amico, presidente della commissione Affari istituzionali e autrice di una bozza di delibera. «Diamo atto a Scola – afferma – che se ne dovrebbe occupare il Parlamento, ma non lo fa. Noi andiamo avanti: i Comuni possono istituire i registri e quel poco che è nelle loro competenze va fatto, senza ideologie. Il problema pratico è che il consiglio comunale è stretto tra il Pgt e il bilancio. Potremo ragionevolmente affrontare il provvedimento a luglio o a settembre». Slittamento «tecnico» secondo Majorino e D`Amico. Politico e ponderato, invece, per la capogruppo del Pd, Carmela Rozza, che da tempo sostiene l`opportunità di affrontare il tema del registro delle unioni civili, spinoso per l`ala cattolica della maggioranza, dopo la visita del Papa.
Tra i cattolici critici c`è il consigliere Andrea Fanzago, vicepresidente del consiglio comunale. «Il sindaco ha deciso di istituire questo registro riconosce -. Io sottolineo però che sono d`accordo con il cardinale su tutte e due le questioni: la corapetenza istituzionale, che è del Parlamento, e l`efficacia dello strumento. E noto nei numeri che questo strumento non è efficace: nelle città dove il registro è stato istituito ci sono poche decine di iscritti. Dopodiché, l`amministrazione ha il dovere di garantire i diritti alle coppie di fatto, soprattutto a chi ha figli, ma deve agire sui regolamenti d`ostacolo».
Tiene distanti le polemiche Anna Scavuzzo, capogruppo della lista civica Pisapia. al cardinale fa il suo mestiere», si limita a sottolineare. Ma dal centrodestra la difesa è totale. «Condivido le parole di Scola – dice il presidente della Provincia, Guido Podestà – e vorrei ribadire che il termine famiglia non deve essere confuso con altre forme di convivenza da rispettare, ma già tutelate dalla Costituzione». Il pdl Riccardo De Corato accusa invece i cattolici del centrosinistra di non schierarsi: «Tutti muti come pesci nel fare da scendiletto a Pisapia e Majorino».