“Sono molto contento – afferma Marco Gentili Studente Luca Coscioni – che il primo settembre durante il collegio docenti sia passata la nostra proposta sulla contraccezione. Non riusciamo ad abbandonare i preconcetti che il sesso è “sporco” e non bisogna parlarne, di contro ognuno, anche e soprattutto i più giovani ne parlano e lo praticano. Allora – continua Gentili – spieghiamo, informandoli sulle malattie sessualmente trasmissibili come il contagio da Hiv che è in aumento nelle coppie eterosessuali, infatti, i dati attestano che siamo passati dal 25% a oltre il 45% nel giro di dieci anni e sulla contraccezione d’emergenza, per mezzo di gente effettivamente qualificata come quella del Consultorio Famigliare di Tarquinia.
Il tutto dovrà esser esteso al territorio della Provincia perché – afferma sempre Gentili responsabile dei GD Provinciali per le Politiche Sociali e ai Diritti Civili – ora che il progetto sulla contraccezione è stato attivato, mi impegnerò anche attraverso i Giovani Democratici di Viterbo a far sì che questo si estenda a macchia di leopardo su tutto il nostro territorio. Il mio impegno è sostenere istituzionalmente e anche attraverso l’Associazione Luca Coscioni quest’intervento e fare in modo che altre Scuole raccolgano questa preziosa e lodevole iniziativa.
Ignorare o nascondere sono solo il primo passo verso l’irresponsabilità, la disinformazione e l’impossibilità di porre in atto il libero arbitrio attraverso la consapevolezza interiore è e rimarrà sempre un passo ulteriore verso l’inciviltà di un popolo” conclude così Gentili lasciando parola a David Paparozzi che dice “i dati dell’indagine TNS Healtcare 2009 effettuata su un campione di ragazzi tra i 15 e i 21 anni di 14 paesi del mondo, – attesta Paparozzi – parlano chiaro: l’Italia è ultima nella classifica mondiale insieme alla Turchia, in materia di informazione sulla contraccezione. Proprio per questo, in barba ai moralisti benpensanti di qualsiasi estrazione culturale o politica, pensiamo che si debba iniziare a diffondere una chiara e completa informazione in merito a partire dalle scuole superiori.
Questo perchè, dati alla mano, risulta che il 27% dei ragazzi della fascia d’età menzionata non usano alcun metodo contraccettivo, con il forte rischio di contrarre malattie a trasmissione sessuale o di arrivare a gravidanza indesiderate. Questi dati – ribadisce e conclude Paparozzi – dimostrano che l’informazione sessuale impartita dai genitori, ammesso che ci sia e che sia scevra da condizionamenti morali o religiosi non può bastare, e dove se non a scuola insegnare la prevenzione?