Quanti sono i vaccinati che hanno contratto l’infezione? E dopo quale vaccino?

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 Vaccini e contagio in Italia, Marco Cappato torna sulla mancata pubblicazione dei dati aperti sulla pandemia.

“Manca la correlazione tra nuovi contagi e vaccino”

“Nonostante ormai la pandemia devasti il Paese da più di un anno, si continua a governare l’emergenza in assenza di dati aperti, che restituiscano un quadro completo della situazione”, ha dichiarato Marco Cappato, promotore del sito Covideleaks per chiedere, a chiunque ne sia in possesso, la segnalazione anonima di qualsiasi tipo di dato disaggregato legato all’andamento pandemico.

“In particolare”, continua Cappato, “ora noi non abbiamo a disposizione alcun dato che faccia luce sulla correlazione tra i nuovi contagi e le varie tipologie di vaccino. Ovvero, non siamo in grado di sapere quante persone, tra coloro che hanno ricevuto la vaccinazione, abbiano contratto l’infezione (È ormai noto che dopo la doppia vaccinazione, c’è una quota di persone che può ammalarsi, una volta entrata in contatto con il virus). Inoltre, non sappiamo con che tipologia di vaccino queste persone erano state vaccinate)”.

“Sono dati di cui non disponiamo, insieme a tanti altri, e che ormai da tempo la comunità scientifica continua a chiedere non solo per fare chiarezza sull’andamento epidemico nel nostro Paese, ma anche per poter prendere decisioni su aperture, chiusure e misure di contenimento, che siano basate su dati realmente efficaci. Il governo Conte, ormai 5 mesi fa, aveva promesso la pubblicazione dei dati in formato grezzo e scaricabile, grazie a un accordo tra ISS e Accademia dei Lincei. Una pubblicazione che non è mai avvenuta, neanche ora durante il Governo Draghi”.

 “Alcuni dati – conclude Cappato – ci sono e non vengono pubblicati. Altri dati, che pure sarebbero utili e fornirebbero un più solido fondamento alle decisioni delle istituzioni, non ci sono nemmeno, come quelli sulla reale diffusione del virus in Italia. Dati che si otterrebbero facendo dei test su un campione probabilistico della popolazione e che avrebbero un valore informativo di grande utilità a un costo relativamente molto basso, come suggeriscono ormai da più di un anno gli ex Presidenti dell’Istat Alleva e Zulliani