Un pensiero commosso e grato al premio Nobel Christian De Duve

Maria Antonietta Farina Coscioni
Rivolgo un pensiero commosso e grato al premio Nobel per la medicina, il belga Christian De Duve, per quello che ha fatto, per come lo ha fatto. Il professor De Duve, la cui fama mondiale è legata alle sue  scoperte sulla struttura e il funzionamento delle cellule fondamentali nella lotta al cancro, ha infatti scelto di porre fine alle sue sofferenze senza speranza con l’eutanasia. Ha potuto andarsene “altrove” serenamente, nella sua abitazione, con un sorriso e il conforto umano e spirituale della figlia e dei fratelli, grazie a una legge che regolamenta l’eutanasia, e fissa rigorosamente i criteri e i limiti entro i quali può essere praticata. Quella legge sull’eutanasia che in Italia non c’è, per la quale noi radicali lottiamo, che la maggioranza degli italiani chiede e condivide; che una classe politica pavida e codina rifiuta anche solo di discutere e dibattere.
In Italia, dove l’eutanasia è “libera” ma non legale, De Duve avrebbe potuto porre fine alle sue sofferenze solo in clandestinità, oppure scegliendo di morire come hanno scelto Mario Monicelli e decine e decine di altri “suicidi”.  

Voglio ricordare che De Duve è stato uno dei 50 premi Nobel che, in occasione delle elezioni politiche del 2001 hanno dato forza alla lotta e all’iniziativa radicale sostenendo la candidatura di Luca Coscioni; assieme a centinaia di accademici e scienziati De Duve ha anche sostenuto l’appello di Luca contro la legge sulla fecondazione assistita, con Luca e con noi in decine di lotte di libertà e di liberazione. Una vita, la sua, per la libertà di ricerca e per il progresso dell’umanità. Il dolore per la sua morte è dunque mitigato dal ricordo di tante importanti e significative iniziative in comune: un esempio e uno sprone per come ha saputo dare forza e sostegno alle nostre lotte di libertà e liberazione.               

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.