Luca Coscioni: la prima pagina di Agenda Coscioni, di febbraio 2007Leggi "Il silenzio uccide la ricerca" articolo in ricordo di Luca, di Maria Antonietta Farina Coscioni
Dichiarazione di Marco Cappato, Deputato europeo radicale, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni
Il 20 febbraio 2006 moriva a Orvieto Luca Coscioni.
In un Paese dove celebrazioni e ricorrenze contribuiscono di solito a cancellare e falsificare le storie individuali e collettive, per noi Radicali la memoria di Luca vive nel concreto della lotta politica, di quella lotta per la libertà di ricerca che Luca Coscioni aveva avviato ottenendo il sostegno di 50 premi Nobel per la sua candidatura come capolista delle elezioni politiche della Lista Bonino. Oggi, di fronte al fondamentalismo clericale che si è impadronito del potere dello Stato Vaticano e di quello italiano, il nostro posto per ricordare Luca -comprensibilmente dimenticato dai cerimonieri del regime, nelle sue articolazioni partitiche e mediatiche- sono le piazze e i congressi del suo partito. [i tavoli in tutta Italia]
Mentre oggi infatti usciranno in quaranta città italiane tavoli di raccolta firme sulla petizione al Parlamento italiano per la legalizzazione dell’eutanasia e del testamento biologico, domani l’associazione Luca Coscioni e Radicali italiani parteciperanno alla manifestazione indetta da Micromega in Piazza Farnese per opporsi alla "legge CONTRO il testamento biologico". Dal 27 Febbraio al primo marzo saremo a Chianciano, per il Settimo Congresso italiano del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito, mentre dal 5 al 7 febbraio si terrà la Seconda riunione del Congresso Mondiale per al libertà di ricerca e, in presenza di Premi Nobel e Ministri (non italiani), proseguiremo quel progetto di congresso permanente "dal corpo dei malati al cuore della politica", che unisca scienziati, politici e cittadini (in particolare persone malate e disabili) lanciato da Luca due giorni prima della sua morte.
A chi si interroga su come uscire dalle sabbie mobili della partitocrazia italiana, tanto nelle sue versioni trionfanti quanto in quelle in ritirata, la memoria di Luca Coscioni potrebbe fornire indicazioni decisive. "Potrebbe", se soltanto l’Italia fosse una democrazia.