Boni e Frezzato: "Contro la Costituzione, molti malati e molti detenuti non potranno esercitare il loro diritto di voto, a Torino come in tutta Italia"
• Dichiarazione di Igor Boni, Segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, e Alessandro Frezzato, della Direzione nazionale Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni, malato di distrofia muscolare
Alcuni dirigenti radicali piemontesi hanno inviato al Prefetto di Torino, Paolo Padoin, una lettera con richiesta urgente di incontro in seguito all’iniziativa nazionale lanciata nei giorni scorsi dalla segretaria di Radicali Italiani, Rita Bernardini e dal Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato.
L’iniziativa è volta a promuovere anche per i malati gravi e i detenuti il diritto di voto come riconosciuto dalla Costituzione.
La lettera è stata sottoscritta da Igor Boni (Segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta); Alessandro Frezzato (Direzione nazionale Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni); Giulio Manfredi (giunta di segreteria di Radicali Italiani); Domenico Massano (giunta di segreteria dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta); Bruno Mellano (Deputato radicale); Silvio Viale (Direzione nazionale dell’Associazione Luca Coscioni).
Dichiarazione di Igor Boni (Segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Alessandro Frezzato (Direzione nazionale Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni – malato di distrofia muscolare)
"Nella prossima tornata elettorale molti cittadini italiani saranno esclusi dal diritto di voto. Si tratta di coloro che non possono muoversi da casa perché immobilizzati a causa di gravi invalidità o malattia e di migliaia di detenuti che, pur non avendo perso i diritti civili, non possono votare per mancanza di informazioni, o per la materiale difficoltà a disporre della necessaria tessera elettorale. Su questo abbiamo chiesto un incontro urgente al prefetto di Torino, Paolo Padoin, per illustrare nel merito le nostre proposte e per verificare insieme quali possibili soluzioni possano essere predisposte – anche a livello locale – da qui al voto del 13 e 14 aprile.
Rita Bernardini e Marco Cappato nei giorni scorsi hanno inviato una lettera al Ministro dell’Interno Giuliano Amato per chiedere provvedimenti urgenti. L’Italia sconta anche su questo un ritardo molto grande se si pensa che molti paesi a noi vicini prevedono il voto per corrispondenza, il voto a domicilio o per procura e, costantemente, mettono a disposizione di non vedenti e non udenti il massimo degli strumenti possibili. Certo sanare tutto ciò comporta investimenti come la produzione di schede elettorali in braille o la realizzazione di tutte le tribune politiche televisive usufruibili dai non udenti e aggiornamenti normativi importanti per aprire la strada a modalità di voto oggi precluse.
La maturità di un Paese si misura anche, e soprattutto, su questo: consentire a tutti i cittadini di svolgere il principale dei diritti: il voto".
Per informazioni: Boni (348/5335309)