Con il voto del Senato, nel 2009, si è coronata con una vittoria la lotta portata avanti dall’Associazione Luca Coscioni per garantire il diritto di voto ai disabili intrasportabili. Da anni infatti, prima con Luca Coscioni, poi con Piergiorgio Welby ed infine con Severino Mingroni, l’Associazione Luca Coscioni si è battuta per affermare il diritto di voto dei disabili intrasportabili, documentando con video, foto e lettere di denuncia lo scandalo dei cittadini che rimangono a causa della loro disabilità senza diritto di voto.
Il Senato nel 2009 ha approvato all’unanimità il disegno di legge sull’ammissione al voto domiciliare di elettori affetti da infermità, traducendo in legge la pdl a prima firma della deputata radicale Rita Bernardini, già segretaria dell’Associazione Luca Coscioni.
Il provvedimento legislativo del 2009 ha modificato la legge del 27 gennaio 2006, che garantiva il diritto di voto a casa agli elettori affetti da gravi infermità che si trovano in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali. Ora il voto a domicilio viene esteso anche a chi, pur non dipendendo in maniera continuativa da un macchinario, è affetto da gravissime infermità tali che l’allontanamento dall’abitazione in cui dimora risulti impossibile.
Testimonianze
– Leggi un intervento di Piergiorgio Welby sul diritto di voto alle persone malate e con disabilità
– Vai a questo link per saperne di più sull’iniziativa non violenta che ha portato all’approvazione del progetto di legge, per vedere immagini e video, leggere alcune testimonianze e dichiarazioni sulla nostra battaglia e il testo integrale della legge Welby-Mingroni.
La legge vigente
La legge vigente si basa dunque sulle disposizioni contenute sul voto domiciliare (art. 1 del decreto-legge 3 gennaio 2006, n. 1, convertito dalla legge 27 gennaio 2006 n. 22, come modificato dalla legge 7 maggio 2009, n. 46); le misure sono previste in favore degli elettori “affetti da gravissime infermità, tali che l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano risulti impossibile” anche con l’ausilio dei servizi di trasporto messi a disposizione dai comune per agevolare il raggiungimento del seggio da parte delle persone con disabilità, e di quelli “affetti da gravi infermità che si
trovino in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali tali da impedirne l’allontanamento dall’abitazione”.