
L’approvazione della delibera per l’approvazione del registro per i Testamenti biologici a Napoli è un forte segnale proprio nel giorno di insediamento del nuovo Parlamento: i diritti civili non sono una questione di serie b e il futuro legislatore deve farsi carico delle volontà dei cittadini. Secondo tutti i sondaggi, oltre la metà dei cittadini è favorevole all’autodeterminazione dei cittadini in materia di scelte di fine vita. Ma la questione è cancellata dai potenti della disinformazione e della politica. Le nostre Associazioni possono prendersi una parte di merito in questa decisione partenopea perché meno di due anni fa iniziammo a dialogare con la giunta De Magistris per l’istituzione del registro delle dat. E proprio il Comune di Napoli è stato il primo ad aderire alla Lega degli Enti locali favorevoli all’istituzione di un registro dei testamenti biologico. Ci auguriamo che l’esempio di Napoli sia seguito da altri Comuni in Italia, che ormai sono in crescita nell’approvazione di tali registri, nonostante i vari Calabrò dicano che non c’è fondamento giuridico e lo abbiamo ricordato più volte: il ruolo che le amministrazioni locali possono svolgere a riguardo è insostituibile, considerando che ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo n. 267 del 2000, il Comune “rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo”.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.