Suicidio assistito, nelle Marche Antonio che da un anno attende l’avvio dell’iter in Italia. Ora parte la diffida al Governo

Eutanasia Legale per vivere Liberi Fino Alla Fine

Un giovane malato tetraplegico, a seguito di richiesta di verifica delle sue condizioni all’azienda sanitaria di competenza, ha ricevuto un diniego privo di qualsiasi istruttoria medica prevista dalla sentenza della Corte costituzionale n. 242/2019.

Filomena Gallo dichiara: “Il Min.Speranza dice che si sta confrontando con le Regioni, ma son passati due anni. Il Governo ha il dovere e il potere per intervenire, cosa attende?”

Nel corso del suo XVIII Congresso in corso presso Palazzo Brancaccio a Roma, l’indomani del deposito delle 1.235.470 di firme in Corte di Cassazione per indire il Referendum sull’Eutanasia Legale, l’Associazione Luca Coscioni annuncia l’invio di una lettera di messa in mora con diffida ad adempiere al Ministro della Salute Roberto Speranza e alla Ministra della Giustizia Marta Cartabia, mettendo a conoscenza anche il Presidente del Consiglio Mario Draghi.

Al centro della diffida il caso di Antonio (nome di fantasia per la tutela della privacy),analogo a quello di Mario raccontato dalle cronache le scorse settimane. Malato tetraplegico da 8 anni a seguito di un violento incidente stradale è anche lui da un anno in attesa di una chiamata dell’ASL di competenza per la verifica delle condizioni previste dalla sentenza della corte costituzionale numero 242/2019, per l’accesso al suicidio assistito in Italia. Antonio, aveva inviato la sua richiesta alla propria azienda sanitaria di appartenenza lo scorso 2 ottobre 2020, ricevendo un diniego privo di qualsiasi motivazione legata alla sua condizione che non è mai stata verificata dall’ASUR Marche.

Per chiedere il rispetto di questo della richiesta, Antonio aveva dapprima inviato una diffida con messa in mora all’ASUR Marche al fine di evidenziare il suo diritto ad essere sottoposto alla verifica delle condizioni attraverso la procedura prevista dalla legge, poi, nel silenzio dell’Azienda Sanitaria ed in assenza di qualsiasi motivazione che giustificasse il ritardo, per Antonio tramite il collegio legale che lo assiste, aveva depositato un esposto per omissione di atti d’ufficio, ai sensi dell’art. 328 c.p., le cui indagini sono ancora in corso.

Con questa diffida Antonio, difeso dal Collegio legale – composto dagli avvocati Filomena Gallo, Massimo Clara, Angelo Calandrini, Francesca Re, Franco De Paola, Rocco Berardo, Cinzia Ammirati – ha chiesto che il Governo attivi tutti i poteri di cui è titolare per attuare il suo diritto.

“Oltre un milione di italiani ha appena superato ogni aspettativa solidarizzando con le persone che vogliono scegliere – ha dichiarato Filomena Gallo, co-difensore di Antonio e Segretario Associazione Luca Coscioni-. Ho conosciuto e vissuto quelle persone, come Mario e Antonio, malati che amano la vita e sono circondati d’amore come ho potuto constatare personalmente conoscendo le loro famiglie e amici, ma scelgono di porre fine alle proprie sofferenze prima di essere totalmente impossibilitati a procedere da soli. Anche Antonio, come Mario, attende una verifica delle sue condizioni, così come previsto dalla sentenza di incostituzionalità della Corte Costituzionale al fine di poter procedere legalmente alla morte assistita  in Italia. La decisione “Cappato” della Consulta è una sentenza il cui contenuto è immediatamente esecutivo e non necessita di alcun atto successivo di ratifica – Per questo motivo ha deciso di rivolgersi al Governo affinché ripristini la legalità violata da un’inerzia delle istituzioni competenti. Ai sensi dell’art. 120 della Costituzione, laddove le istituzioni non si attivino per rendere un diritto esercitabile, il Governo ha il potere e il dovere di intervenire per un’applicazione uniforme e certa della sentenza di incostituzionalità su tutto il territorio”.

“Invece – conclude Gallo – dobbiamo assistere a dichiarazioni del  Ministro della Salute che dice di confrontarsi con le regioni sul tema, ci piacerebbe sapere su cosa nel dettaglio, visto che la sentenza di incostituzionalità della Corte sull’art. 580 cp è direttamente applicabile non prevede atti successivi ha valore di legge, è chiara. Deve essere solo applicata, eseguita”